“I MURI abbattuti, diventano PONTI” A.Devis

Presentazione opuscolo informativo sul T.S.O.a cura del collettivo antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni

Posted: febbraio 18th, 2016 | Author: | Filed under: Dossier, General, Iniziative, Prigioni e dintorni, Spazio Sociale | No Comments »

Presentazione dell’opuscolo informativo sul Trattamento Sanitario Obbligatorio a cura del Coll. Antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni (Torino).

12669508_1564290933896175_3981256622522154660_nChiaccherata con un compagno del collettivo Mastrogiovanni per capirci di più su come funziona il TSO, come evitarlo, come provare a uscirne;ma anche sul ruolo della psichitria coercitiva nella nostra società, sugli psicofarmaci, sulle REMS,
sulla critica e sulla lotta all’apparato psichiatrico.

A seguire avremo un concerto in acustico con canzoni di protesta,popolari ed antipsichiatriche (ilDeposito.org – Canti di protesta politica e sociale) bagnate da vino come si tocca asciugato dall’aperitivo offerto dal Collettivo Piantagrano.

https://distroteca.noblogs.org/files/2015/05/guida-TSO.pdf

Culletivu S’IdeaLìbera
Pubblicato da Pietro Rigosi · 8 febbraio alle ore 10:00 ·

Prisintadda di lu libbretu d’infòimmu “Trattamento Sanitario Obbligatorio” di lu “Collettivo Antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni” di Torinu.

Ciarra umpari ad unu cumpagnu di lu culletibu Mastrogiovanni pa cumprindì megliu cumenti funtziona lu TSO,cumenti cansallu,cumenti prubà ad iscitzi;ma fintza a lu rollu di la psichiatria ubbrigadda ì la sutziaddai nosthra,innantu a li psicomidizini,innantu a li REMS,innantu a la crìtiga e la cumbata di l’aparaddu psichiatrigu.

A sighì abaremu unu cuntzerthu in acusthigu cun canti di prutestha,pobburari ed antipsichiatrighi ( ilDeposito.org – Canti di protesta politica e sociale ) infusi di vinu bonu asciutaddu da l’abbristhògamu ufferthu da lu “Collettivo Piantagrano”.

https://distroteca.noblogs.org/files/2015/05/guida-TSO.pdf


“FAREDDIZI LI BASI” Sabato 6 febbraio

Posted: febbraio 1st, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

Intendiamo il militarismo rappresentazione armata degli interessi del capitalismo, volta al rafforzamento del modello economico imposto dalle esigenze del mercato globale ( di cui il militarismo costituisce un importante settore economico ), basato su sfruttamento del territorio e speculazione economica non compatibili con le necessità dei territori e delle comunità che li vivono, ma anzi assolutamente deleterio per le stesse.
Questo modello si impone sulle comunità come sistema parassitario, che prosciuga le risorse scardinando i già fragili equilibri economici dei territori, tramite dinamiche di impoverimento e di manipolazione culturale che rendono sterile ogni mercato locale, nell’ottica di un crescente spopolamento, funzionale alla disgregazione del sottile tessuto socioeconomico sopravvissuto, costringendo masse di studenti e disoccupati all’emigrazione con la – troppo spesso falsa – promessa di un inserimento nel mercato del lavoro. Un mercato che crea disoccupazione per alimentare gli interessi di chi lo crea e gestisce, un mercato che distrugge ogni prospettiva di sopravvivenza e di rilancio economico della comunità ospitante, rendendola succube di una globalità fatta di discount e contratti a progetto che ne assorbono ogni ricchezza, portando in cambio immobilismo e sudditanza economica anziché rilanciare le possibilità in termini di sussistenza e auto-sostentamento di ogni territorio ospitante.

L’unico potere che rimane al consumatore è quello di spendere il proprio mese e, se questo è un potere, sta al consumatore decidere se spendere in maniera critica per alimentare l’infinita macchina della produzione, o alimentare invece un mercato alternativo che proponga un modello sostenibile, basato su un sistema comunitario e fiduciario e sul concetto dell’autoproduzione e della filiera più che corta.
Il tipo di mercato di cui parliamo, e le relative reti di produttor* e co-produttor* che li autoorganizzano, fungono da strumento sociale per adattare l’economia al modello umano e non l’uomo al modello economico, preferendo un’alternativa informale e conviviale, che ricongiunga l’urbanità con i territori da cui ogni paese trae il suo sostentamento, tramite pratiche spontanee e necessarie, non istituzionalizzate, in una maniera non invasiva, ma compatibile e funzionale per entrambe.
Città e campagna sono realtà divise per tempi, tipologie lavorative e possibilità militanti, ma accomunate dalla necessità di creare un comune piano di alternativa, radicale e mutualistico che favoriscano la rinascita di un mercato locale sostenibile, compatibile con le esigenze delle comunità interessate, contrario alle dinamiche di potere e di sfruttamento imposte dal mercato globale.

Rivendichiamo il diritto del territorio a liberarsi da un mercato che non produce ricchezza ma solo dipendenza, non crea mestieri e lavoro, ma solo disoccupazione e contratti miseria utili solo a chi questo mercato lo gestisce, non crea cittadini responsabili ma solo ignari consumatori. Rivendichiamo il diritto al governo diretto e non burocratizzato del proprio ambiente di vita, come elemento fondante di una comunità trasversale tra città e campagna, che traduca in azione diretta la disillusione collettiva verso la politica, le istituzioni, la burocrazia, etc., causata da un’eccessiva putrefazione del sistema e percepita come irreversibile.

Proponiamo dunque, tramite la rivalutazione di pratiche consuetudinarie adattate al contesto contemporaneo, di avviare un percorso comune basato sull’autodeterminazione degli individui, delle collettività e delle comunità, per creare economie responsabili e autosufficienti, fuori dal mercato e dal suo contesto globalizzante fatto di speculazione e imposizione, cercando di svincolarci quanto più possibile dal sistema produttivo consumistico e creando situazioni di produzione e di consumo locali e autonome, tramite pratiche di autogestione, auto-organizzazione ed auto-reddito.

Occupazione temporanea autogestita, come pratica reale di riappropriazione degli spazi, che possa essere riprodotta da chiunque senta la necessità di usufruire di uno spazio pubblico negli interessi della collettività, senza dover passare per le trafile paralizzanti e i compromessi burocratico /amministrativi, attraverso gli autoritarismi di istituzioni troppo interessate a tacere e far tacere, perché coinvolte più o meno direttamente nel profitto speculativo che si contesta.
Pratiche che rendano quindi possibile l’azione diretta di singoli individui e gruppi che si auto-organizzano e si autogestiscono, superando le logiche della macchina del consenso tipiche delle amministrazioni e delle relative gerarchie.

“FAREDDIZI LI BASI”
Sabato 06 febbraio,piazza Mercato Civico,Sassari.
Giornata informativa sull’occupazione militare in Sardegna.

Dalle H14:00 e durante tutta la giornata :

-Mercato delle autoproduzioni agricole ed artigiane di Genuino Clandestino Sardegna a cura del Collettivo Piantagrano,aperto a chiunque volesse parteciparvi nel rispetto dei valori della rete (per contattare la rete gcsardegna@inventati.org)

-Writing e pittura dal vivo con artisti locali.

-Animazione bambini.

-Mostra informativa e fotografica a cura dei collettivi Filtro 44 e The Depleted Island
-Distro,banchetti informativi di vario genere,libri etc.

H16:30

-Letture poetiche e monologhi teatrali a tema con artisti locali,aperto a chiunque volesse portare il proprio materiale.
17:00
-Assemblea pubblica e dibattito sulle lotte contro l’occupazione militare e nuove proposte di lotta.
-Proiezione di video informativi a tema.
Dalle 20:00
Festa di Carnevale contro l’occupazione militare:
-Cena sociale a cura del Collettivo Il Sottoscala condita da cionfra
-Concerto hip hop con Feitz.,Futta e Dj Pdrino, Bakis Beks, Sensei Crew(Valde e Giocca) e Giorgigheddu.
Venitene in greffa e tappatevi che ci sarà jatza pantera!!

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