Stop RWM! // Presidio e corteo Domusnovas 03/04 2017

Posted: Marzo 30th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

STOP ALLA FABBRICA DI MORTE RWM

LUNEDÌ 3 APRILE 2017 A DOMUNOVAS

PRESIDIO AL PIAZZALE DELLA RWM DALLE 11.00 ALLE 16.00

CORTEO DAL PIAZZALE DELLA FABBRICA AL PAESE – PARTENZA ALLE 16.00

Ormai è un dato di fatto: la RWM Italia spa produce bombe, lo stabilimento di Domusnovas fabbrica ed esporta gli ordigni che devastano lo Yemen e tanti altri paesi, per alcune centinaia di posti di lavoro e decine di milioni di fatturato.

In nome del profitto si uccidono centinaia di migliaia di civili, si coprono le complicità delle istituzioni e in nome del ricatto occupazionale si giustifica chi lavora e contribuisce manualmente alla costruzione di strumenti di morte.

Fermiamo la filiera di questa produzione di morte, dal padrone all’operaio, dai trasporti dei materiali a chi li prende in carico.

La produzione di bombe deve cessare qui e ovunque, produrre e vendere morte non può essere un’attività da svolgere serenamente né ora né mai.

Per questi motivi ci ritroviamo il 3 aprile nel piazzale dello stabilimento RWM a Domusnovas per un presidio dalle 11:00 alle 16:00, cui seguirà un corteo verso il paese.

Vi invitiamo a partecipare per provare tutti insieme ad inceppare anche se per poche ore questo macchinario e rimarcare che chi contribuisce ai suoi ingranaggi “per quanto si creda assolto è lo stesso coinvolto”

Non lasciamo in pace chi vive di guerra!

DOSSIER RWM “DUE ANNI FA, NEL 2015, L’INIZIO UFFICIALE DELLA GUERRA NELLO YEMEN E LA FABBRICA DELLE BOMBE RWM A DOMUSNOVAS”


Assemblea e Dibattito su REPRESSIONE e RESISTENZA // 28 Marzo ore 18.30

Posted: Marzo 26th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »


SABATO 25 MARZO MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA A SASSARI

Posted: Marzo 19th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

SABATO 25 MARZO MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA

 

Sabato 11 marzo, presso il Culletivu S’Idealibera di Sassari, durante una cena a sostegno dei popoli del Donbass, vittime di una guerra finanziata dall’Unione Europea, sono stati attaccati con spranghe e cinghie da componenti e simpatizzanti di CasaPound Sassari tre compagni del collettivo e amici intervenuti alla cena. I fascisti, approfittando del fatto che molta gente presente all’iniziativa era andata via, hanno attaccato i pochi rimasti, pensando di vincere facilmente. Per fortuna la risposta dei ragazzi del collettivo non si è fatta attendere, disperdendo i topi di CasaPound per i vicoli del centro storico. I compagni di S’Idealibera, nel difendersi, hanno riportato ferite alla testa e qualche livido in corpo.

Al giorno d’oggi capita spesso, quando ci si dichiara antifascisti, di essere etichettati come fanatici ancora a caccia di vecchi fantasmi. Per molti il fascismo è scomparso nel ’45, e non è altro che uno dei tanti argomenti del libro di storia da studiare a malavoglia. Forse ci si aspetta che i fascisti marcino per strada con la camicia nera, manganellando qua e là a casaccio; magari li si immagina in bianco e nero, come nei documentari alla tv.

Gli ultimi anni di crisi economica hanno portato i ricchi e i potenti di questo mondo ad applicare i metodi necessari per far pagare le loro perdite al popolo, privandoci del lavoro, facendo guerre che causano emigrazione ed eliminando i diritti di tutti. Così da garantirsi i vecchi privilegi.

Questo ovviamente ha portato ad una giusta rabbia popolare ed alla sfiducia verso le istituzioni.

Purtroppo i potenti conoscono bene il gioco e sanno benissimo che, senza diversivi per contenere questa rabbia, senza trovargli una valvola di sfogo, verrebbero attaccati in prima persona. Ed ecco che quelle camicie e stivali neri guadagnano colore e valore, le vecchie teste rasate ora diventano pettinature gelatinate, la barba cresce ed il corpo si ricopre di tatuaggi, si modifica l’aspetto ma non la sostanza, il fascismo ritorna al servizio del potere.

I nuovi fascisti, con la faccia lavata ed i vestiti nuovi, si presentano poi nei nostri quartieri con finti obiettivi sociali e di volontariato. Così sfruttando l’ignoranza (che tagli a scuole e università aumentano) e la povertà causata dalle banche e dalla grande finanza, aizzano l’odio verso altri uomini che scappano dalle guerre causate dai ricchi per i loro interessi, indicandoli come i veri colpevoli della nostra povertà e descrivendoli come selvaggi che vogliono inquinare la nostra cultura, stuprare le donne e derubarci del poco che abbiamo.

Così i fascisti iniziano a crearsi il consenso: QUESTO E’ CIO’ CHE FA CASAPOUND!

CasaPound racconta ai poveri che altri poveri con ancora meno diritti o potere di replica, stanno loro rubando il futuro e i pochi spiccioli che avanzano in tasca, distraendoli così dal vero nemico, i potenti di questa terra e di questa isola, proprietari dei grossi capitali, sanguisughe della ricchezza prodotta da chi lavora, reali manovratori dei governi e dei mezzi di informazione. Quando il gioco comincia a funzionare e la gente comincia a credergli, da “quattro coglioni” che erano, crescono di numero e cominciano a prendere fiducia, iniziando ad attaccare i militanti e gli spazi politici e sociali che realmente si battono per cambiare la realtà, perché sono i primi a metterci la faccia e combattere realmente chi ci affama. Eliminati quelli poi, cominciano ad accusare ed attaccare ogni stile di vita che vada contro le loro criminali “idee” fasciste, sessiste e razziste. Ed ecco che attaccano te che sei un lavoratore non servile che lotta per i suoi diritti, un omosessuale, un appartenente a un’etnia o a una nazionalità a loro sgradita, un passante che rifiuta un loro volantino. Ora cercano te che sei un punk, un rapper, un anticonformista. E così via fino a ristabilire l’ordine, necessario ai ricchi e potenti che li finanziano per mantenere il loro privilegio, per militarizzare le fabbriche e i posti di lavoro, per avere a disposizione schiere di servi obbedienti da sfruttare e gettar via quando non servono più.

Spesso, nella fase iniziale, quando sono pochi e ancora deboli ma riconoscibili, noi antifascisti lanciamo l’allarme, facciamo presente che vanno fermati subito, affinché la Storia non si ripeta. La risposta che spesso riceviamo è quella del “Lasciali perdere, sono quattro nostalgici fanatici” o “Si, ma se tu gli impedisci di parlare, allora sei fascista anche tu!” come se il razzismo e l’odio verso il diverso siano “idee” come altre, che hanno il diritto di essere propagandate, invece di essere combattute con ogni mezzo. Ed ecco che la Storia si ripete, ecco che il fascismo prende il potere, consolidando in realtà chi al potere c’è già e di cui è il braccio operante.

SABATO 25 MARZO ALLE  ORE 15:30 A SASSARI, IN PIAZZA S. ANTONIO, SI TERRÀ UN’IMPORTANTE MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA PER SMASCHERARE LA VERA NATURA DI CASAPOUND: VIOLENTI AL SERVIZIO DEI POTENTI.

Non vogliamo nè una parata né una passeggiata con le stesse istituzioni che prima gli autorizzano i banchetti e le manifestazioni e poi, quando risuonano le sirene delle ambulanze o ci “scappa il morto”, vanno a dare la loro ipocrita solidarietà alle vittime. Per questo chiediamo a tutte le singole persone e tutte le realtà sinceramente antifasciste, senza bandiere di partito, né di associazioni o sigle varie di unirsi sotto un’unica bandiera, quella dell’antifascismo per smascherare CasaPound e il suo vero volto. Chiediamo di scendere in piazza come uomini e donne autonomi e determinati, per far sì  che l’antifascismo sia pratica quotidiana, un valore essenziale e costante, irrinunciabile come il respirare.

E che non sia vissuta come una giornata un po’ diversa dalle altre, in cui fare foto o filmati per ricordo o da mettere su Internet. Lasciate a casa o nella borsa cellulari e macchine fotografiche e venite a gridare la vostra rabbia, a manifestarla tutti insieme.

Vorremmo che sabato 25 Marzo non fosse una semplice giornata di “espressione del dissenso”, una giornata che finisce e che non ha alcun seguito. Vorremmo che da qui rinasca una reale pratica antifascista sul territorio, reali collaborazioni tra individui e gruppi che desiderano opporsi con ogni mezzo necessario a ogni espressione fascista, razzista e sessista, contrastando i fascisti che vivono nei nostri quartieri (gli stessi che attraverseremo in corteo) e smascherando i complici che li sostengono e li finanziano, per rispedire questi schifosi nella fogna della Storia a cui sono destinati.

 

CHIUDIAMO COL FASCISMO!!

SMASCHERIAMO I LECCACULO DEI POTENTI

 

SABATO 25 MARZO

MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA

H. 15.30  -PIAZZA SANT’ANTONIO-  SASSARI

 

Di seguito il pdf del comunicato e la locandina:

comunicato manifestazione (fronte-retro)


COMUNICATO DI SOLIDARIETÁ PER L’ATTACCO FASCISTA CONTRO UN ATTO IN SOLIDARIETÀ CON IL DONBASS A SASSARI (SARDIGNA)

Posted: Marzo 18th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

euskadi nota-sassari


L’IDS, CHI È COSA FA…

Posted: Marzo 16th, 2017 | Author: | Filed under: General, Militarizatzione | No Comments »

Questa compagnia multinazionale, al pari di tante altre più e meno note , si occupa dell’innovazione dei sistemi tecnologici di prototipi e prodotti elaborati appositamente per il controllo e la devastazione di popolazioni e dei loro ambienti. Le stesse compagnie che promuovono, incoraggiano e contribuiscono nel nome dello sviluppo e del progresso, al sistema guerra globale e alta finanza. Le stesse compagnie che sfruttano il territorio in Sardegna, relegandola ad un gigantesco laboratorio-deposito-stadio da guerra-prigione galera.


COMUNICATO DEL COLLETTIVO S’IDEA LIBERA SULL’AGGRESSIONE FASCISTA DI CASAPOUND

Posted: Marzo 15th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »

I FATTI

Nella notte tra sabato 11 e domenica 12 Marzo, un gruppo di persone a volto coperto, armate di bastoni e cinture ha cercato di entrare nello spazio sociale del collettivo S’idea libera dove si era da poco conclusa una cena in sostegno alla lotta antifascista delle popolazioni del Donbass. Chi era ancora all’interno dello spazio è riuscito a respingere gli aggressori sulla porta, facendoli indietreggiare, e riuscendo, dopo uno scontro, a metterli in fuga. Questi i fatti. Risultato: tre teste rotte fra chi si è difeso dall’attacco. La lotta ha provocato la perdita della bardatura a tre dei cinque fascisti, che sono stati così identificati come appartenenti all’organizzazione fascista Casapound Italia, delle sezioni di Sassari e Cagliari.

 

PERCHE’ SAPPIAMO CHE E’ STATA CASAPOUND?

Non ci interessa se questi individui siano regolarmente iscritti all’associazione, ma risulta inequivocabilmente (da conoscenza diretta e dalle molte fotografie che loro stessi diffondono) la loro militanza in Casapound. Inoltre, siamo altrettanto sicuri che siano loro per altre “coincidenze”. La presenza di militanti di Casapound di tutta la Sardegna in occasione di una loro iniziativa ad Alghero proprio sabato e la comparsa, poche ore prima della nostra cena, di adesivi, di CP Sassari, “Difendi Cagliari” e “Cagliari fascist crew” sulla nostra bacheca esterna, sulla cassetta della posta e in tutto il vicinato. Durante lo scontro, uno dei fascisti ha parlato in cagliaritano, cosa che ha permesso di riconoscerlo e ha inoltre perduto un cappello con una runa, simbolo utilizzato da alcuni reparti delle SS naziste.

Questi fascisti sono gli stessi che durante il giorno mascherano la loro vera natura dietro raccolte alimentari, pulizia di spazi pubblici, palestre di boxe e finte mobilitazioni per il centro storico, per l’acqua pubblica e l’emergenza abitativa, studiate appositamente per apparire bravi ragazzi impegnati nel sociale. Ma la vera natura di Casapound è quella fascista, fatta di pestaggi, assassinii e violenza.

Chi sabato notte è venuto a cercarci armato è, non solo il braccio violento di un’area politica ben precisa, ma è anche l’espressione dell’impoverimento culturale a cui il nostro territorio è sottoposto. Le idee dell’estrema destra, che nulla hanno a che fare con la cultura sarda, si stanno radicando nei quartieri popolari grazie a risposte riduttive a problemi ben più complessi; queste risposte scaricano le responsabilità del disagio quotidiano degli strati più poveri della popolazione su chi ha ancora di meno. Si innesca così una guerra fra poveri che non permette l’identificazione dei veri responsabili di questa situazione: i padroni, italiani e stranieri, grandi e piccoli, che si arricchiscono sfruttando chiunque al dì là del colore della pelle, della provenienza e dell’identità sessuale. La proposta tipica dell’estrema destra, “prima gli Italiani”, nell’accesso ai servizi pubblici e al lavoro, maschera lo smantellamento di questi servizi e delle tutele sindacali, incanalando energie verso l’accaparramento delle briciole piuttosto che verso un opposizione a tali politiche imprenditoriali e di diffusa corruzione. La presenza in città di uno spazio in cui questa logica viene messa costantemente in discussione e in cui si pratica una socialità non mediata da soldi e appartenenza etnica, non può che essere riconosciuto come contrapposto al dilagare del pensiero destroide e della logica di sfruttamento.

 

PERCHE’ NON LI DENUNCIAMO?

Questa scelta, quando si subisce un’aggressione, sembra per molti la più scontata, l’unica in grado di mettere al riparo dal ripetersi di episodi di questo tipo. Il primo motivo è che siamo consapevoli della complicità dello stato e dei suoi organi, a partire dagli sbirri e dalla magistratura, con le organizzazioni fasciste, da sempre funzionali agli interessi del capitalismo. Il secondo motivo è che ci poniamo su un piano di critica e opposizione alle forze repressive dello stato, quindi non ci aspettiamo di essere difesi da loro né tantomeno vogliamo la loro giustizia o protezione, consapevoli che quella sancita dai tribunali è piegata agli interessi dei ricchi.

 

PERCHE’ NON VOGLIAMO LE ISTITUZIONI?

Non ci rapportiamo con le istituzioni perché diretta espressione del sistema capitalistico, responsabile dell’impoverimento, del massacro sociale che  le persone sfruttate vivono sulla loro pelle. Rigettiamo la falsa solidarietà di questi elementi perché mediatica, calcolata e interessata a prendere voti, in totale asservimento a questo sistema. Ecco perché abbiamo allontanato il sindaco Sanna (esponente PD), che a parole esprime solidarietà, ma che con la propria giunta porta avanti una politica di distruzione del tessuto sociale sassarese e nei fatti non si è mai opposto alla presenza dei fascisti nei quartieri della città.

 

PERCHE’ NON PARLIAMO CON I GIORNALI?

I giornalisti e le testate per cui lavorano sono gli stessi che danno risalto alle azioni di questi “bravi ragazzi” , coprendo la loro reale natura e facendo crescere consensi attorno a loro. Contemporaneamente alimentano la paura e l’odio, ingigantendo il malessere creato dalla piccola criminalità (specie se sono coinvolti stranieri) mentre fanno mille acrobazie filosofiche sulle malefatte dei potenti; aizzano i poveri l’uno contro l’altro, descrivono con toni catastrofici l’impatto dell’arrivo dei profughi che a migliaia affrontano il mare in cerca di una vita migliore, alimentano il mito, facilmente cavalcato dai fascisti, che prima della crisi il paese fosse una specie di paradiso, e condannano come violenti e pericolosi coloro che lottano contro il fascismo, il razzismo, lo sfruttamento. Del resto, cosa aspettarsi da un mezzo creato ad uso e consumo dei padroni, essenziale per condizionare le menti e per propagandare la volontà delle classi dominanti? Non ci interessa farci pubblicità sulle stesse pagine che ospitano foto, interviste e cronache delle attività portate avanti da chi ci ha attaccato.

 

LA NOSTRA RISPOSTA:

Per prima cosa vogliamo sottolineare che sabato notte non sono stati attaccati solo i militanti del collettivo, ma tutte le persone che sabato sera, come tante altre volte, frequentano le nostre iniziative; sabato notte sono state attaccate sia le attività politiche sia la socialità che quotidianamente si svolge all’interno dello spazio sociale, coinvolgendo bambini e persone del quartiere. Sabato notte è stato attaccato un modo di essere, di vivere, di pensare e di agire che va ben al dì là dello spazio sociale e delle attività del collettivo.  Questa volta è stato attaccato il collettivo, riconosciuto come gruppo sociale e politico da sempre antifascista, ma domani potrebbe essere colpito chiunque esprima un modo di essere o di vivere in contrasto con le idee destroidi, xenofobe e sessiste.

L’attacco di sabato notte è stato un atto intimidatorio, perché  vuole creare un clima di paura intorno allo spazio e per le vie della città, vuole infondere la paura di non essere più sicuri a girare da sole/i, di notte, che dietro a ogni angolo potrebbe aspettarti qualcuno pronto a malmenarti.

Quello che ci interessa ribadire è che una semplice presa di posizione contro una qualche organizzazione neo-fascista è fondamentale ma non basta. Accorgersi di loro solo nel momento in cui passano all’attacco fisico è un errore che non deve più ripetersi. Questo è possibile solo attraverso una pratica politica che metta queste persone e i loro gesti in un angolo, che le identifichi come generatori d’odio e speculatori politici di professione. Un movimento che sia in grado di proporre un altro modo di convivere, affrontando i problemi (che le istituzioni gestiscono con la paura e il ricatto economico) con la condivisione e l’accoglienza.

A ognuno i suoi mezzi: non vogliamo predeterminare nessuna strada, possiamo solo fare alcune proposte a chi crede che un percorso del genere sia da mettere in atto ora, senza aspettare momenti  peggiori. Crediamo che oggi l’antifascismo militante, per essere più efficace, abbia bisogno di venir compreso da una più ampia fetta della popolazione che in questo modo lo sostenga, per evitare che questa lotta venga liquidata come una questione di balordi o di opposti estremismi. Dobbiamo riportare alla memoria come l’esperienza della lotta contro il fascismo, dal tempo della sua comparsa fin dopo la fine della guerra, sia stata stroncata dai governi della “nuova” repubblica, come molti partigiani abbiano finito la loro vita in carcere e come la maggior parte dei fascisti siano stati graziati e addirittura riammessi all’interno del Parlamento Italiano e ad ogni livello amministrativo. Queste sono le radici che permettono oggi alle formazioni neo-fasciste di agire impunite.                                        E’ dall’esperienza della lotta partigiana che nasce l’antifascismo a cui ci vogliamo rifare, non quello delle commemorazioni, dei palchi e dell’opportunismo politico utile solo al consenso elettorale.

E’ per queste ragioni che, subito dopo l’attacco di sabato, abbiamo lanciato l’assemblea di domenica in piazza per raccontare in prima persona i fatti e nella quale più di un centinaio di persone, oltre ad esprimere la propria solidarietà, si sono mosse con un corteo-volantinaggio per tutto il centro storico, manifestando l’esigenza di dare una risposta forte e immediata alla violenza fascista.

Da qui la proposta di lanciare Sabato 25 marzo una giornata di manifestazione antifascista a Sassari, capace di raccogliere tutte le realtà e individualità antifasciste isolane, con l’obiettivo di riprendere una pratica di antifascismo radicata nel territorio e di reale contrasto, una pratica che si riconosca nell’azione diretta e non nella delega istituzionale.

Sassari, 14/3/2017

Culletivu S’Idealibera

https://sidealibera.noblogs.org/

evaliber2@inventati.org


CENA SOCIALE A SOSTEGNO DELLA TERZA CAROVANA ANTIFASCISTA IN DON BASS // SABATO 11 MARZO H 19.30 // NO PASARAN!

Posted: Marzo 10th, 2017 | Author: | Filed under: General | No Comments »