NON UN GIORNO DI GALERA

Posted: Maggio 10th, 2019 | Author: | Filed under: Iniziative | No Comments »

 


 

NON UN GIORNO DI GALERA

Discussione aperta con Annino Mele su carcere, società securitaria e percorsi di libertà.
 
 
14 MAGGIO H. 18.00
presso Circolo Tirrindò, Via Masia 2, Sassari

I libri di Annino Mele raccontano in modo diretto e autentico il percorso di un giovane che dalla Barbagia degli anni Cinquanta approda, dopo diverse vicende diventate oggetto della cronaca di quei tempi, al carcere. Una carcerazione lunga che inizia nel 1987 e che riporta una condanna a vita, quella del fine pena mai.

L’esperienza dell’infanzia e poi del carcere prendono forma nei libri di Annino Mele che parte sempre da sé per raccontare la società che lo circonda e creare un confronto su cosa sia diventata la società di oggi, la frammentazione dei rapporti sociali, la falsa retorica di una carcerazione educativa.

A partire, dunque, da racconti di vita vissuta e riflessioni contenute nei suoi libri cercheremo di discutere insieme sul ruolo del carcere, sugli effetti di una società costruita intorno al mito securitario e, soprattutto, parleremo di percorsi di libertà da immaginare e intraprendere contro l’idea della necessità del carcere.

ANNINO MELE

Pastore fin da bambino, viene condannato per reati di sangue all’ergastolo; si trova in carcere dal 1976 al 1980, quando si dà alla latitanza divenendo la primula rossa del banditismo sardo. Nel 1987 viene nuovamente arrestato e da quel giorno trascorre i suoi anni in diversi istituti di pena, dove inizia a scrivere e pubblicare numerosi libri. Nel 2017 ha ottenuto la libertà condizionale e ora è impegnato in presentazioni e dibattiti sulla condizione carceraria.

BIBLIOGRAFIA

Annino Mele è autore di diversi titoli, tra cui:

  • Il passo del disprezzo (1996), con Valdimar Andrade Silva
  • Sos camminos della differenza (2001)
  • Mai. L’ergastolo nella vita quotidiana, Sensibili alle Foglie, 2005
  • La sorgente delle pietre rosse (2007), con Efisio Cadoni
  • Strabismi. Dove si racconta del carcere e del senso delle cose Sensibili alle Foglie, 2009,
  • Grutta de sos mortos (Sa) Carlo Delfino Editore, 2009
  • Quando si vuole. Boschi, banditi, progetti e carceri, con Giulia Spada, Sensibili alle Foglie, 2016
  • Il male dell’ergastolano. Ovvero il tarlo della morte, Sensibili alle Foglie, 2018
      ° Il marchio del bandito, Alfa Editrice 2019
Dopo la chiaccherata seguirà un piccolo aperitivo di autofinanziamento per continuare a discutere e confrontarci.
 
Cullettivu S’IdeaLibera
Via Casaggia 12, Sassari
FB. spazio sociale Sidealibera
https://sidealibera.noblogs.org/
mail: evaliber2@inventati.org

Incontro sulla pastorizia.Analisi e confronto

Posted: Aprile 7th, 2019 | Author: | Filed under: Iniziative | No Comments »
MERCOLEDI’ 10 APRILE H.19.30
 
INCONTRO SULLA PASTORIZIA. Analisi e confronto.

Un gruppo di studenti delle superiori e di varie università di Sassari ha deciso di organizzare un’ iniziativa sulla pastorizia insieme al collettivo S’ Idea Libera nello spazio di via Casaggia 12 nel centro storico di Sassari.
Interverrà il ricercatore Jean Christophe Paoli, autore di “Printzipales e pastori sardi” e dei pastori che racconteranno la condizione di chi sceglie questo lavoro e proveranno a spiegare le loro ragioni riguardo alla mobilitazione degli scorsi mesi.

A seguire ci sara’ la cena sociale.
Tutte e tutti siete invitate/i a venire ad ascoltare, a partecipare e a mangiare insieme!

 


CORSO DI SAPONE fatto in casa

Posted: Aprile 2nd, 2019 | Author: | Filed under: General, Iniziative | No Comments »


DOMENICA 24 MARZO ESCURSIONE E PASSEGGIATA ALLA SCOPERTA DELLA RWM

Posted: Marzo 14th, 2019 | Author: | Filed under: Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

 

 


DOMENICA 24 MARZO 2019 ESCURSIONE E PASSEGGIATA ALLA SCOPERTA DELLA RWM ITALIA SPA

Andiamo alla scoperta dell’azienda bellica più in voga del momento, 411 milioni di euro per 20 mila bombe!
Percorreremo i sentieri che tra boschi e pinete ci porteranno al Parchetto “Yemen”: lì esploreremo il perimetro dello stabilimento con attività di bomb-watching e sul belvedere mangeremo .      Fidati, il panorama è una bomba!

Due percorsi alternativi:

a) Escursione – partenza ore 9:00 appuntamento alla zona archeologica di Matzanni

b) Passeggiata – appuntamento ore 10:00 a Vallermosa area parcheggio della Weststation (SS-293, Km 22,27)

Trascorriamo insieme la vigilia del 4° anno di fruttuosi bombardamenti ai danni del più povero dei paesi arabi. Interrompiamo il più grande silenzio mediatico che una guerra abbia mai registrato.

Tra boschi e pinete potremo apprezzare paesaggi mozzafiato, siti di archeologia nuragica e industriale, e godere della vista di una fabbrica attiva in fase di espansione: il doppio degli impianti, il triplo delle bombe.

Dal Parchetto Yemen potrai vedere con i tuoi occhi lo stato dei lavori di ampliamento dello stabilimento, ammirarne l’integrazione nel paesaggio e constatare la sua capacità di produzione: più di 10 mila morti, 4 milioni di sfollati, 16 milioni di persone alla fame.

STOP RWM

CONTINUAMO A MOBILITARCI PER FERMARE LA FABBRICA DI BOMBE RWM 

 In questi ultimi anni è di nuovo alta l’attenzione nei confronti della fabbrica RWM Italia,
 azienda controllata al 100% dalla tedesca Rheinmetall AG e sita nei pressi di Domusnovas,
 nota per la produzione di armamenti utilizzati nella guerra nello Yemen (le ultime stime 
 parlavano di oltre diecimila vittime, ma il numero è cresciuto ed è destinato a incrementarsi).

 Grazie ad una commessa milionaria, la più grande nella storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi,
 la La RWM Italia spa è al terzo posto per giro d’affari nel settore della difesa in Italia.
 Per questa ragione è stato previsto un investimento di 40 milioni di euro per il biennio 
 2017-2018,da destinare all’ampliamento dello stabilimento di Domusnovas.

 Le iniziative contro la cosiddetta “fabbrica di morte” sono state tante e diversificate.
 Tra le diverse azioni si può ricordare una due giorni a Cagliari di confronto sull’argomento,
 numerose manifestazioni di fronte allo stabilimento, un corteo funebre per le vie di
 Domusnovas e ripetuti tentativi di interrompere la produzione e bloccare i mezzi che
 trasportano gli armamenti.
 C’è chi, inoltre, attraverso sit-in e distribuzione di materiale informativo, non manca di
 “ricordare” alle istituzioni, da quelle sarde a quelle romane, la loro complicità nel massacro 
 in atto in Yemen.
 E chi, preoccupato per il pericolo che comporta vivere nei pressi di un deposito potenzialmente
 pericoloso come quello di Sa Stoia a Iglesias, ha costituito un’assemblea cittadina.
 Gli interventi finalizzati al raddoppio delle linee produttive e alla triplicazione della
 produzione, autorizzati o meno, stanno tutti procedendo. Numerose associazioni e sindacati 
 hanno appoggiato ricorso al TAR, in cui si deunciano le innumerevoli stranezze e irregolarità 
 nella presentazione dei progetti di espansione della fabbrica. 

 Purtroppo i lavori continuano fuori e dentro il perimetro. Sono iniziati i lavori di 
 realizzazione del Nuovo Campo prove R140 all'esterno dello stabilimento, mentre all'interno:
 sbancano, riempiono, costruiscono....insomma sono in piena attività.

 Premesso che i programmi della Rheinmetall-Rwm si stanno attuando e tenuto conto che quest'
 azienda ha da chiudere.

 NON CI RESTA CHE ANDARE A VEDERE COSA STANNO COMBINANDO!




 


TRAME.SFILARE IL TESSUTO DEL MILITARISMO.Presentazione dossier

Posted: Marzo 14th, 2019 | Author: | Filed under: Dossier, General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »
Sardegna e Vicenza, realtà lontane per storia e geografia ma accomunate da militarizzazione e un ruolo importante nei nuovi scenari di guerra.
Consapevoli che la lotta contro l’occupazione militare nella nostra isola passa per una più ampia lotta contro il militarismo e la militarizzazione di ogni territorio, cogliamo l’occasione per discutere con i redattori del Dossier Trame per conoscere una realtà importante come quella vicentina e per costruire nuove trame di solidarietà.
Vi aspettiamo come sempre agguerriti e incuriositi presso lo Spazio Sociale S’IdeaLibera, Via Casaggia 12.
Dopo il dibattito seguirà magnozia e beozia
Cullettivu S’IdeaLibera
Un breve estratto dall’introduzione del Dossier:
Nello scrivere il seguente opuscolo, abbiamo preso in esame Vicenza e la sua provincia.Volendo così sezionare nel dettaglio una delle città più “ricche e produttive” nel cuore pulsante del territorio veneto.
Vicenza è situata geograficamente in una zona di “periferia”, manonostante la distanza dalle luci metropolitane, questa città costituisce un punto di riferimento essenziale per i signori della guerra.
Stiamo parlando di un luogo che vive sotto occupazione militare U.S.A. dalla fine del secondo conflitto mondiale. Nel corso dei decenni, gli occupanti yankee hanno messo radici in pianta stabile grazie ad accordi stipulati tra il governo italiano e quello americano.
Vicenza è diventata così un grosso raccordo di basi militari, al punto tale da essere considerata uno degli avamposti strategicamente più importanti nel vecchio continente per il controllo americano e l’intervento diretto in Europa orientale, Africa e Medio Oriente.
Ciò che vogliamo proporre con questo materiale è una mappatura del militarismo – inteso come presenza militare nel tessuto sociale, economico e culturale del territorio – dell’organizzazione di cui si è dotato e dei lunghi tentacoli.
Il suo spettro si manifesta sotto differenti sembianze in ogni anfratto della città.
La complessità del territorio vicentino sta proprio nel fatto che potremmo definirlo esso stesso un “fronte di guerra”. Con la specifica, però, che da qui la guerra viene diretta, coordinata, monitorata, insegnata e foraggiata attraverso l’imponente supporto logistico. Qui non mancano siti militari, istituti volti all’istruzione di personale di polizia, esercitazioni, addestramenti internazionali e industrie belliche. Nemmeno le scuole pubbliche sono immuni dall’assillante presenza militare. A dimostrazione di ciò, durante ogni anno scolastico, non mancano le occasioni per propagandare l’importanza delle forze armate e rilanciare la retorica securitaria tra gli studenti degli istituti vicentini.


PASTORI SARDU NO T’ARRENDAS IMMOI

Posted: Marzo 11th, 2019 | Author: | Filed under: Iniziative | No Comments »


PRESENTAZIONE DOSSIER-Trame.Sfilare il tessuto del militarismo

Posted: Febbraio 1st, 2019 | Author: | Filed under: General, Iniziative | No Comments »


Sa paradura

Posted: Febbraio 1st, 2019 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Prigioni e dintorni | No Comments »

potete contattarci al numero 3478374950


ROVESCIARE L’EDUCAZIONE // 9-10 SETTEMBRE 2017

Posted: Agosto 12th, 2017 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »
9-10 SETTEMBRE 2017
ROVESCIARE L’EDUCAZIONE
Riflessioni ed esperienze sull’educazione libertaria
 
E’ possibile pensare una scuola in cui bambini e bambine, ragazzi e ragazze abbiano il diritto di decidere come, quando, che cosa e con chi imparare? Una scuola in cui abbiano il diritto di condividere le scelte che riguardano la propria scuola, in modo paritario?
L’educazione libertaria e le scuole che ad essa si ispirano cercano di disegnare un modello educativo diverso, in cui i bambini e le bambine, insieme ai loro accompagnatori/trici, diventano parte attiva del loro percorso educativo.
In questa due giorni cercheremo di capire la prospettiva dell’educazione libertaria e conoscere nel vivo come funziona una scuola libertaria a partire dall’esperienza de I Prataioli di Pavullo.
SABATO 9 SETTEMBRE H. 16.00 
L’educazione libertaria. Come ripensare un modello educativo
Francesco Codello, insegnante, dirigente scolastico, fondatore della REL
DOMENICA 10 SETTEMBRE H. 10.00-18.00
La libertà è un cammino che si costruisce insieme. Racconti di un’esperienza di educazione libertaria autogestita dell’appennino modenese. 
Claudio Orrù, Viola Bertoni, accompagnatori della scuola libertaria “I prataioli”
DOVE: Parco Lu Cantaru, SP 18 Sassari-Argentiera, km 24+300
MANGIARE E DORMIRE: sarà possibile mangiare per la cena del Sabato e il pranzo di Domenica. Inoltre, per chi desiderasse rimanere a dormire la notte del Sabato sono a disposizione alcuni posti tenda e possibilità di parcheggio per camper.
INFO: Per chi desidera partecipare, troverà nel Programma allegato tutti i dettagli.
Vi invitiamo a condividere con amici e amiche il materiale informativo (locandina e programma).
Vi aspettiamo!
 

Posted: Luglio 29th, 2017 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Prigioni e dintorni | No Comments »

Scritte apparse sui muri di Sassari in solidarietà con il prigioniero Davide Delogu


Posted: Luglio 27th, 2017 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Prigioni e dintorni | No Comments »

28 LUGLIO ORE 15.30
PIAZZA UNIONE SARDA – CAGLIARI
PRESIDIO CONTRO LA TORTURA CARCERARIA
DAVIDE DELOGU DETENUTO AL CARCERE DI AUGUSTA
HA INIZIATO LO SCIOPERO DELLA FAME!

Tortura, tentato omicidio, istigazione al suicidio: storia di ordinaria detenzione.

A seguito di un reclamo presso il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari veniamo a sapere delle condizioni e vessazioni a cui è sottoposto un nostro amico e compagno, Davide Delogu, detenuto nel carcere di Augusta (SR). Sono parecchi anni che Davide lamenta che gli venga riservato un trattamento carcerario ascrivibile alla tortura piuttosto che alla detenzione.

Lo ha fatto in tanti modi: ha lottato all’interno del carcere, ha scritto, ne ha parlato con i propri cari e avvocati, si è ribellato con tutti i mezzi e l’energia che poteva disporre rinchiuso; ed ora, attraverso il reclamo, ha persino cercato di ricordare alle istituzioni statali di rispettare almeno le leggi che esse stesse hanno elaborato, ne cita tantissime, le conosce bene ormai, lui che non le ha mai riconosciute.

L’aver indotto Davide a doversi rivolgere a un Tribunale per denunciare la sua condizione è già di per se una tortura, e ci induce a pensare, a temere, che l’intento non sia più stroncare la sua personalità e le sue convinzioni ma interrompere la sua stessa esistenza.

A Davide, già sottoposto da anni al regime 14 bis, sono stati imposti sei mesi di durissimo isolamento punitivo: è privato della socialità interna; in isolamento totale e continuativo; rinchiuso in una cella cosiddetta liscia, cioè priva di radio, televisione, armadio e fornelli di dotazione (l’arredo consiste in letto, tavolo e sgabello); le due ore d’aria si svolgono in un’ulteriore cella semplicemente più grande della prima, in pratica non vede mai il sole; non riceve le quotidiane visite mediche, obbligatorie in questo genere di regime che tra l’altro non può essere superiore ai 15 gg.

A tutto ciò si aggiunge: l’impossibilità di visita da parte dei parenti e dell’unica amica autorizzata a vederlo, perché è stato deportato in Sicilia nel 2013, in meno di quattro anni è stato trasferito in quattro differenti strutture carcerarie siciliane; non riceve posta e non può inviarla, non può avere libri ne giornali. Ora può vedere solo il suo avvocato.
Perchè lui? Perchè tanto accanimento?

Davide viene condannato a dodici anni per un reato comune, svoltosi in Sardegna e qui giudicato. Detenuto nel carcere di Buoncammino a Cagliari, e nell’estate del 2013, partecipò alle proteste messe in atto da numerosi detenuti nel carcere cagliaritano che denunciavano le condizioni detentive al limite dell’umano a cui venivano sottoposti.
È noto come il carcere di Buoncammino (ormai trasferito nella nuova sede-fortezza di Uta) si sia distinto per le condizioni oppressive dei carcerati che, in un comunicato dell’epoca delle proteste, riferivano del “sovraffollamento intollerabile con detenuti ammassati in celle lager in condizioni igieniche e strutturali al limite dell’indecenza, speculazione sui prezzi della merce, trattamenti inumani, abusi di qualsiasi genere e troppo, troppo altro ancora”.

A partire da maggio del 2013 decine di detenuti iniziarono lo sciopero del carrello in segno di protesta contro le barbarie che erano costretti a subire. Come previsto il loro grido non fu ascoltato dall’orecchio sordo dell’apparato carcerario e la protesta si infiammò.

Conseguenza di queste rivolte, oltre le perquisizioni, le minacce e le intimidazioni (e risulta anche un pestaggio), fu il trasferimento di una parte dei “ribelli”, tra cui Davide che venne spostato al Pagliarelli di Palermo e accusato di tentata evasione. La presunta intenzione di evadere, il fatto che fosse parte attiva nelle proteste e la sua “contiguità agli ambienti anarchici” gli sono costati il “Regime di sorveglianza particolare”, ennesimo strumento di tortura legalizzato dettato dal ben noto art. 14-bis.

Da quel momento Davide è sottoposto a un’odissea fatta di isolamento, trasferimenti punitivi, censura e sequestro della corrispondenza, limitazioni di ogni forma di socialità e comunicazione con gli altri detenuti e con l’esterno, compresi i parenti e il suo avvocato. Un’altra misura (per il momento sventata dall’opposizione del suo difensore), atta a zittire l’imputato e l’ampia solidarietà creatasi attorno ad esso, è stato il tentativo da parte del DAP (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) di imporre il processo in videoconferenza. Questo provvedimento, oltre a rappresentare l’ennesimo esempio di totale arbitrarietà di applicazione delle norme nei penitenziari, è stata l’ennesima azione punitiva nei confronti di Davide, della sua caparbietà, della sua voglia di tirare la testa fuori dal sacco e non cedere alle ripicche del sistema carcerario.
Da dentro le mura del carcere Davide non ha mai perso occasione di appoggiare le proteste dei suoi compagni detenuti, di esprimere piena solidarietà alle realtà in lotta come i NO TAV, di denunciare ad alta voce le morti nelle carceri. Nonostante l’isolamento impostogli dalla barbaria della galera ha sempre tenuto la testa alta e non si è mai piegato al volere del carcere che lo vorrebbe prono e dentro degli schemi pre-confezionati e pre-determinati.

Davide non si è mai arreso, appunto, e il 1° maggio scorso tenta l’evasione dal carcere di Augusta, gli riesce quasi e se la rivendica, è stato il vento a tradirlo. Maledette isole!
L’amministrazione carceraria di Augusta non la ha presa bene, la butta sul personale. L’ordinamento penitenziario nella sua monumentale crudeltà non è sufficiente a soddisfare la sete di vendetta del suddetto “centro di correzione”, d’altronde non sono mica gli unici!

La storia di Davide è la storia di decine di persone costrette a regimi disumani di carcerazione, illegali come la discrezionalità delle amministrazioni carcerarie e legali come il 14 bis e il 41 bis. Strumenti di annientamento fisico e psicologico che cercano di annullare chi, come lui, si oppone con tutti i propri mezzi a questo sistema fatto di sfruttamento, oppressione, coercizione e violenza. Lo stesso sistema che ti uccide a lavoro, negli ospedali psichiatrici, nelle caserme e nelle galere. Un sistema che se non ti pieghi diventi automaticamente un indesiderato, un emarginato, un essere da isolare e cancellare. E se proprio non ti pieghi finisci peggio.

Oggi 26 luglio 2017 apprendiamo che il reclamo di Davide è stato accolto solo in parte, annullando la disposizione che prevedeva la fruizione delle due ore d’aria in assenza di altri detenuti e che per il resto le sue condizioni resteranno invariate.
Davide ha iniziato lo sciopero della fame per tutti questi motivi e anche perché grazie alla censura non gli fanno avere una foto di un caro amico che è morto poco tempo fa.

Per queste ragioni vi invitiamo al presidio che si terrà venerdì 28 luglio 2017 alle 15:30 nel Piazzale dell’Unione Sarda.

Amiche e Amici – Compagne e Compagni 

Cena libertaria // Ricordi di una rivoluzione // 15 Giugno 2017

Posted: Maggio 24th, 2017 | Author: | Filed under: Dossier, General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »


DOMENICA 23 APRILE GIORNATA ANTIMILITARISTA CONTRO L’OCCUPAZIONE MILITARE “MENGIUS PANE CHE BOMBAS” Muros, Piazza della repubblica

Posted: Aprile 20th, 2017 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

 


LUNEDI’ 24 APRILE INCONTRO INFORMATIVO SULL’OCCUPAZIONE MILITARE IN SARDEGNA Sassari, Centro Giovani, Piazza santa Caterina 21

Posted: Aprile 20th, 2017 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »


SeRatA CaudA // Martedì 14 febbraio dalle 19 in poi reading poesie erotiche e bagna cauda (anche vegana!))

Posted: Gennaio 27th, 2017 | Author: | Filed under: General, Iniziative | No Comments »

per non prendersi sul serio

nel giorno della festa dell’ammore

una serata a base di letture erotiche,

per cena il piatto forte

dell’inverno contadino piemontese!

benefit spazio sociale


Presentazione del libro “I TATUAGGI DELLA DEA” con l’autrice Michela Zucca e di “Modific/Azione” periodico di culture e contro-culture

Posted: Dicembre 7th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative | No Comments »

locandina-sassari


Resistere al nanomondo // Domenica 11 Dicembre s’idea libera // analisi e critica di nanotecnologie , biotecnologie, nocività e dominio dell’esistente

Posted: Novembre 29th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

INCONTRO E DIBATTITO CON I COMPAGNI SILVIA GUERINI E
COSTANTINO RAGUSA DEL GIORNALE “L’URLO DELLA TERRA” .
ANALISI E CRITICA DI NANOTECNOLOGIE,BIOTECNOLOGIE E
E DI COME LA CONVERGENZA DELLE SCIENZE,TRA NOCIVITA’ E
DOMINIO DELL’ESISTENTE,STIA EDIFICANDO UNA SOCIETA’
ARTIFICIALE E TECNO-TOTALITARIA.

PROIEZIONE DL VIDEO DOCUMENTARIO
“UN MONDO SENZA UMANI”

CENA VEGAN A PREZZI POPOLARI

SABATO 10 DICEMBRE (NUORO)
CIRCOLO MARX
VICOLO GIUSTI 15\A
ORE 19 INIZIO DIBATTITI

DOMENICA 11 DICEMBRE (SASSARI)
SEDE DEL COLLETIVO S’IDEA LIBERA
VIA CASAGGIA 12
ORE 17 INIZIO DIBATTITI

fai girare il più possibile e partecipa!!!

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3 giorni Sassari Antimilitarista // 17 -18 – 19 NOVEMBRE

Posted: Novembre 16th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

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Manifestazione contro l’occupazione militare 23 – 11- 2016 // Autobus da Sassari a Capo Frasca per il 23 – 11

Posted: Novembre 16th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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Contro l’occupazione militare in Sardegna
Corteo a Capo Frasca 23 Novembre 2016

L’occupazione militare è un problema che risale agli anni ’50, quando la Sardegna fu messa a disposizione dallo Stato Italiano per diventare uno dei centri nevralgici del sistema “difensivo” della NATO nel Mediterraneo nel contesto della guerra fredda. Questa operazione è conseguente alla posizione presa dall’Italia all’interno del blocco occidentale, che prevedeva una sottomissione alla politica estera Statunitense e un’adesione al sistema economico liberista.

La Sardegna ha svolto la funzione di moneta di scambio per due ragioni fondamentali: da un lato la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo, dall’altro la sua situazione economica arretrata (se messa a confronto con lo sviluppo tecnologico-industriale dei paesi occidentali) e priva di grandi riserve di materie prime sfruttabili a livello industriale. Lo Stato Italiano ha poi cominciato a colonizzare anche militarmente la Sardegna, per riuscire nell’impresa di mettere a profitto il suo territorio.

Ad oggi, queste sono le conseguenze catastrofiche: il 62% della superficie militare italiana si trova in Sardegna, ovvero 37.000 ettari di terra, di cui 24.000 di demanio militare e 13.000 di terre sottratte all’uso delle comunità perché gravate da una servitù militare, e di mare, con un’area persino più ampia della superficie totale della Sardegna stessa.

Numerose sono le caserme che costellano il territorio sardo, e numerosi sono anche i poligoni (4 permanenti e 6 occasionali) dove oltre che all’addestramento dei militari di molti paesi della NATO (ma anche quelli di Israele e della Turchia) con aerei, navi, cannoni, carri armati, mezzi anfibi, vengono testati ordigni esplosivi e sistemi d’arma (anche da industrie private come Alenia e Piaggio) che inquinano in maniera devastante e persistente anche a distanza di centinaia di anni tutte le terre circostanti. Dal 1972 al 2010 l’isola della Maddalena è servita da porto per i sottomarini nucleari USA.

Documentati da ormai parecchio tempo sono gli altissimi tassi di incidenza tumorale all’interno delle comunità che risiedono in prossimità delle basi. I dati vengono sistematicamente insabbiati e screditati dalle autorità militari e dai medici delle commissioni d’inchiesta dello Stato a fronte di altri dati, raccolti da università e ricercatori indipendenti, che attestano la presenza di particelle radioattive (torio 232 e uranio, ad esempio) decine di volte più alti dei livelli massimi consentiti dalla legge.
Negli ultimi sessant’anni lo Stato ha imposto un’economia di dipendenza diretta alle comunità sarde vicine alle basi e indiretta a quelle più lontane. Il territorio è stato depredato delle sue risorse storiche, giacché vaste aree sono state rese inutilizzabili per l’agricoltura, la pastorizia e la pesca ma anche per la loro fruizione ricreativa e naturalistica.

Le briciole derivanti dalle compensazioni e dall’indotto lavorativo delle basi sono state presentate come ricchezza, il sottosviluppo forzato come progresso, l’esercito come un valido sbocco occupazionale. Il controllo non è solo territoriale ma soprattutto sociale, basato sulla profonda penetrazione di un’economia militare che si è progressivamente imposta quale unico e possibile modello di “sviluppo”, rendendo persino impossibile pensare, in alcune aree, a un’economia slegata dalla presenza delle basi.

La figura delle forze armate viene presentata, oltre che come fattore di sviluppo economico, anche come motivo di orgoglio per la popolazione sarda in quanto ospitante e collaboratrice di un’istituzione come quella militare volta a preservare la pace e i diritti umani nelle aree del mondo colpite dalla guerra. Questa funzione non può che apparire come un’enorme menzogna: quale orgoglio ci può suscitare la macchina bellica italiana e degli eserciti della NATO nel momento in cui guardiamo oltre la propaganda e ci accorgiamo di come le operazioni militari in Africa e Medio-Oriente non sono altro che guerre volte a preservare gli interessi strategici per l’egemonia economica sulle risorse energetiche in queste aree del mondo? Quale orgoglio, se le conseguenze sono pagate in vite umane, devastazione di interi paesi e migrazione forzata dei popoli colpiti?

Negli ultimi due anni si è riacceso un movimento di lotta in tutta l’isola contro la presenza militare, a partire dalla questione delle servitù e dell’occupazione dei territori, volta a impedire lo svolgimento delle esercitazioni come efficace strumento sia di protesta ma anche come mezzo pratico per inceppare, anche solo per una giornata, la macchina bellica. Unisciti alla lotta! Libera la tua terra!

*Di seguito la versione scaricabile del calendario delle esercitazioni in Sardegna, chi, cosa e dove si spara:

calendariosecondosemestre2016_glossario

calendariosecondosemestre2016_schema_rev

 

 

 


PRESENTAZIONE DEL LIBRO Per amore La rivoluzione del Rojava vista dalle donne // 25 Venerdì, Novembre h. 18.30

Posted: Novembre 16th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

per-amore“Ho sempre pesato che fosse necessario anche confrontarsi e trarre ispirazione anche da esperienze molto lontane da noi, per poter trovare soluzioni alle contraddizioni che viviamo quotidianamente. Secondo me è necessario comprendere e combinare tra loro diversi punti di vista per ottenere una comprensione generale e profonda, che a sua volta porti ad una pratica finalizzata ad un miglioramento reale della situazione in cui viviamo. È proprio per questo che penso che le vite e le esperienze di donne non molto lontane possano contribuire al dibattito riguardo come costruire il nostro futuro, ed è appunto per questo che le ho raccontate in un libro.
Viaggiando, quindi, si impara. E credo di avere imparato alcune cose (poche, ma pur sempre qualcosa), trascorrendo più di un anno e mezzo in Rojava.
Ho respirato una lotta contro il sistema che ci vuole schiave1, e che usa come primo strumento per farci schiave quello di metterci una contro l’altra, di farci l’una all’altra nemiche. Ho compreso come la migliore difesa contro di questo sia l’amore: è per questo che ho intitolato il libro che ho scritto “per Amore – la rivoluzione del Rojava vista dalle donne”. Uno degli scopi principali di questa lotta è ricomporre la società che il capitalismo vuole distruggere, fare in modo che gli esseri umani si incontrino, ed apprendere assieme come fare a risolvere problemi comuni in maniera collettiva: è per questo che esistono le komine, cellula di base del confederalismo democratico, e tutte le altre assemblee e luoghi di incontro.
Il contrario di capitalismo è società, perché il capitalismo distrugge la società e perché una rete sociale più forte degli interessi personali è antidoto al capitalismo. Nel momento in cui contribuiamo a costruire muri, a mettere distanze tra persone e gruppi, non siamo quindi altro che schiave del sistema.
Ho visto quanto sia importante non chiudere il proprio pensiero e le proprie azioni dentro a dogmi limitanti, come sia importante liberarsene per sperimentare strade nuove. Ho visto come i dogmi con cui cresciamo possono impedirci di comprendere tutto quello che non riusciamo ad incasellare nelle nostre griglie preconcette. Ho anche compreso quanto difficile sia liberarsi di queste letture cariche di pregiudizi che ci impediscono di librarci in aria, ho visto quanto dolore e rabbia possa portare questa lotta interiore per imparare a volare, e quanto splendido e grandioso sia poi il volo. Ho osservato le rotture che può portare rinnegare sé stesse, e in questo senso deve essere chiaro che rompere con i dogmi non significa rinnegare la propria storia: chi rinnega sé stessa e la propria identità non è in grado di volare.
Soprattutto, in Rojava, ho visto che è possibile creare qualche cosa di diverso. Che raccontano bugie quando vogliono farci credere che il mondo capitalista sia l’unica possibile soluzione ai bisogni della gente, o che lo Stato sia l’unica possibile forma di organizzazione. Ho visto che realmente la società può organizzarsi senza uno Stato, che si può dare a ciascuna secondo i suoi bisogni senza necessità dell’accumulazione di capitale. Ho capito che è una strada difficile da percorrere, che in ogni momento è necessario fare autocritica, e non pensare che tutto sia chiaro limpido e incontrovertibile: perché i tranelli sono moltissimi, e dobbiamo essere vigili per non cadere o forti per rialzarci. Ho visto però che una forma di organizzazione sociale diversa e più umana è possibile, è necessaria: sono convinta che sarà il nostro futuro.
Ho poi osservato l’importanza della bellezza. Parafrasando una vecchia frase, “se non c’è bellezza, non è la nostra rivoluzione”. La bellezza è necessaria quanto l’aria che respiriamo, perché la bellezza non è solo la meta, ma soprattutto la strada.
Ho quindi riportato un pezzo di quello che ho imparato in Rojava in questo libro, trascrivendo i racconti delle donne che descrivevano la propria vita. Verrà data voce alle donne del Rojava, sarano loro a raccontare, non io. Ho messo nero su bianco poi alcune delle domande che secondo me questo pezzo di mondo ci pone, senza pensare di aver trovato qui la Verità, ma una realtà da cui è necessario prendere spunti, perché ci pone domande critiche su quello che stiamo costruendo, ci obbliga a riflettere su cosa ci spinge in una certa direzione. Perché non siamo guardiane di braci, che cercano di fare in modo che non si spengano del tutto: siamo invece fuoco ardente, in grado di diffondersi e scaldare ed illuminare il presente ed il futuro.
Nel libro ci sono alcune donne che raccontano la loro storia, come vivevano prima della rivoluzione, come partecipano alla realizzazione di una società democratica, e quali cambiamenti ci sono stati nella loro vita. Queste storie sono intervallate da alcune brevi riflessioni, non volte a portare soluzioni quanto a porre quesiti: che domande pone a noi la rivoluzione del Rojava? Quasi certamente questo testo è incompleto, molto probabilmente si potrebbe fare di più, ma sicuramente è un inizio, un sasso nel lago. Senza pretese, un contributo al dibattito.
Non troverete questo libro nelle librerie, solo nelle presentazioni che verranno organizzate, o al massimo in qualche “banchetto” di compagne. Perché? Perché questo libro è uno strumento, un canale per poterci conoscere, un laccio per avvicinarci. Non serve leggerlo da sole chiuse nella corazza proprio isolamento. Incontriamoci, discutiamone, critichiamoci a vicenda. E facciamo fiorire nuove idee, senza dimenticare le vecchie o rinnegare la storia che ci ha portate ad essere. quello che siamo”.


Adesione della Rete No Basi nè Qui nè Altrove al 23/11/2016 // Manifestazone presso poligono di Capo Frasca

Posted: Novembre 16th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

La Rete No Basi né Qui né Altrove aderisce e partecipa alla manifestazione del 23 novembre 2016 al poligono di capo Frasca

antimilitarismoNel mese di ottobre come da prassi sono ricominciate le attività di esercitazione militare in Sardegna. La Rete No Basi né qui né altrove ha inaugurato questo secondo semestre con il campeggio antimilitarista tenutosi a San Sperate dal 6 ottobre e conclusosi con il corteo del 10 ottobre all’aeroporto di Decimomannu. Si è voluto con ciò sottolineare l’importanza di concentrarsi sull’asse Base Aerea di Decimomannu – Poligono di Capo Frasca, nella speranza di renderlo l’anello debole della presenza militare in Sardegna, e si vuole ora nuovamente volgere l’attenzione su Capo Frasca, per ritornare davanti a quei cancelli dove il 13 settembre 2014 si riaccese la fiamma dell’antimilitarismo sardo.

Il mese di novembre vedrà impegnati tutti i poligoni e la base aerea di Decimomannu in attività addestrative di tipo aereo piuttosto intense, in particolare il poligono di Capo Frasca accoglierà le attività degli Stormi 4°, 36°, 37° e 6° dell’Aeronautica Militare Italiana.

Tutti e quattro i reparti dell’AMI saranno impegnati in attività di sparo aria/suolo con l’utilizzo di armamenti come il cannone BK-27, un sistema antiaereoantimissile di produzione tedesca realizzato dalla Mauser, industria del gruppo Rheinmetall.

In occasione di questa specifica esercitazione tutti i munizionamenti utilizzati saranno allo stato inerte: armarli sarebbe stata un’inutile spesa a carico del contribuente, tenendo conto che la loro efficacia distruttiva è ormai ben nota.

Il 4°, il 36° e il 37° Stormo sono reparti dedicati principalmente alla sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale, attività integrata con quella degli altri paesi NATO. Tutti e tre i reparti sono dotati di velivoli Eurofighter, per esattezza EF 2000 Typhoon, caccia multiruolo prodotto da un consorzio di tre società tra cui l’Alenia Aermacchi, oggi Leonardo Finmeccanica, la stessa ditta che produce l’A-200A Tornado, il velivolo da combattimento in dotazione al 6° Stormo. La stessa ditta da decenni sperimenta e collauda quegli stessi apparecchi nel PISQ, Poligono Interforze Sperimentale del Salto di Quirra, e anche in questo 2016 non ha mancato e non mancherà di farlo.

La missione del 6° Stormo è: in tempo di pace mantenere la Combat Readiness (Prontezza di Combattimento) degli equipaggi di volo, predisporre i rischieramenti in ambito IRF (Immediate Reaction Force); in tempo di guerra condurre operazioni di attacco e ricognizione per difendere l’area di interesse assegnata. L’addestramento del 6° Stormo a Capo Frasca nell’attività di tiro e sparo aria/suolo utilizzerà, tra gli altri munizionamenti, le bombe MK82, MK83 e MK84, quelle stesse usate per devastare lo Yemen e annientare un’intera generazione di yemeniti. Quelle stesse bombe, made in Sardinia, prodotte nello stabilimento di Domusnovas dalla RWM Italia spa, anch’essa del gruppo Rheinmetall, a settanta chilometri da Capo Frasca. La sede centrale della RWM Italia spa invece è a Ghedi a soli 15 minuti di auto dall’aeroporto sede permanente del 6° Stormo dal 1951.

Sarebbe fazioso parlare di politica economica a chilometro zero, dal momento che gran parte del prodotto finale va a finire nei cieli, nei mari e sui suoli di paesi terzi, ma certamente il modello si avvicina molto a ciò che si intende per filiera corta. Si potrà definitivamente parlare di chilometro zero quando quello stesso orrore che produciamo sarà consumato nei nostri territori.

La struttura socio economica della Sardegna è sempre più legata mani e piedi all’industria bellica, al militarismo e alle sue diramazioni. Quest’isola prende sempre più la forma di un mega comparto industriale dove ogni aspetto della vita e ogni luogo è subordinato alla produzione: il fine non è né vivere né abitare, il fine è il prodotto, e il prodotto è la guerra.

Ne è un’ulteriore conferma il recente accordo tra Ministero della Difesa e marinerie dell’oristanese, a cui sono stati concessi indennizzi per le diseconomie causate dalle attività nel Poligono di Capo Frasca, come già a suo tempo erano stati concessi per i poligoni di Teulada e Capo San Lorenzo (PISQ).

Le marinerie dell’oristanese, il fiore all’occhiello delle marinerie sarde, diventeranno dipendenti stipendiati del Ministero della Difesa e, in quanto tali, potrebbero percepire l’idea di un’eventuale liberazione di Capo Frasca come il precipitare in un baratro. Non più pescatori di Marceddì o Cabras, non più marineria di Oristano o Terralba, ormai pescatori di Capo Frasca.

Non si ha mai la forza di affondare la boa a cui ci si aggrappa. Il militarismo è parte integrante del capitale e come tale recupera e si fa forte delle sue stesse contraddizioni. In Sardegna non è più un mero retaggio storico di cui non riusciamo a liberarci, e su cui dovremmo riflettere tra l’altro, ma è un vero e proprio treno in corsa da cui dovremmo avere il coraggio di scendere.

Per questi motivi la Rete No Basi né qui né altrove aderisce e partecipa alla manifestazione del 23 novembre a Capo Frasca con l’obiettivo di bloccare le esercitazioni e minare le “condizioni per operare con la necessaria serenità” tanto auspicate dai vertici militari.

Nessuna pace per chi vive di guerra!

Rete no Basi né Qui né Altrove

nobasinoblogs.org


23 Novembre 2016 // Corteo al poligono di Capo Frasca

Posted: Ottobre 19th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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Contro l’occupazione militare RISPOSTA POPOLARE!
23 NOVEMBRE 2016 TUTTI A CAPO FRASCA!
BLOCCHIAMO LE ESERCITAZIONI!

All’assemblea di Bauladu del 16 Ottobre si è presa la decisione di tornare a Capo Frasca a riconquistare la terra sottratta dai militari al popolo sardo. Sarà una grande giornata, inclusiva, unitaria, popolare e determinata. A breve partirà la campagna in vista della giornata… rimanete sintonizzati.

#Comitato studentesco contro l’occupazione militare della Sardegna


FUORI LA GUERRA DALL’UNIVERSITA’

Posted: Ottobre 19th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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“I contestatori, a seminario appena iniziato, hanno esposto uno striscione recante la scritta “Fuori la guerra dall’università” interrompendo i militari e impadronendosi del microfono così da spiegare ai partecipanti i motivi dell’azione, denunciando la subdola funzione del corso di laurea pensato con l’obiettivo di formare figure professionali che si posizionino a metà strada tra l’ambito civile e quello militare. Durante l’intervento altri militanti hanno distribuito il volantino sottoriportato per poi scandire cori contro la militarizzazione dell’università.”

Estratto dall’articolo di “Contropiano”

Il volantino distribuito:

AL SERVIZIO DELLA GUERRA
Il seminario che stai per seguire è organizzato dal Corso di Laurea in Cooperazione e Sicurezza Internazionale. Di cosa si tratta? Dietro le belle parole dell’Ateneo che assicura che si tratta di “un progetto
culturale altamente innovativo che si discosta dai corsi incentrato unicamente sulle Scienze della Difesa e della Sicurezza a indirizzo militare” si nasconde in realtà un progetto ben più ampio.
A partire dagli ultimi anni, infatti, sono nati anche nel panorama universitario italiano diversi corsi di laurea finalizzati a creare nuove figure professionali che operino nell’ambito dei conflitti, delle calamità naturali e dei problemi di sicurezza.
Come mai? Dieci anni fa i paesi della NATO scrissero un documento: “Nato 2020 Urban operation” con l’obiettivo di individuare le linee guida di una politica internazionale per prevenire e gestire situazioni di conflittualità, tanto nei lontani scenari di guerra quanto nei vicini confini dei paesi europei. Tra le linee guida spiccava quella denominata “Impegno”, ossia “gestire una situazione di conflittualità, non solo con l’attacco diretto alle forze nemiche, ma anche con la gestione degli effetti del conflitto sulla popolazione non combattente”.
E poiché, secondo Nato 2020, il campo d’azione va “dal conflitto su larga scala all’assistenza umanitaria”, diventa necessario lavorare su un aspetto: stringere il piano militare a quello civile.
A tale scopo non basta solamente rafforzare l’immaginario del militare come “operatore di pace”, ma è necessaria la creazione di nuove figure professionali a carattere civile, capaci di affiancare il lavoro del militare sul campo. Una figura fondamentale non solo per la gestione del conflitto in sé, ma anche per rendere più “umanitario” il volto di una guerra, in grado di gestire la fase di transizione del paese in un nuovo regime.
Ecco che da lì a qualche anno, prima nei paesi anglosassoni poi in quelli vicini, iniziano a fioccare nuovi corsi di laurea in “gestione del conflitto”, “sicurezza e cooperazione” e via dicendo… e così, anche se in ritardo, arriva a Sassari il corso in “sicurezza e cooperazione internazionale”.
Questo corso (finanziato per il 50% dal ministero della difesa e del tesoro) si rivolge a due categorie di studenti: quelli standard, ovvero civili, e quelli militari (per la cronaca questi ultimi secondo il regolamento di ateneo pagheranno solamente 500 euro di tasse all’anno). Le figure professionali che ne usciranno saranno dei tecnici al servizio tanto del ministero della difesa, quanto di aziende che operano e investono in zone di guerra, del ministero dell’interno nella gestione dei flussi migratori e dei campi della protezione civile dopo le
calamità naturali. Tutti questi contesti sono accomunati dal concetto di “emergenza” che si traduce praticamente nella militarizzazione delle dinamiche civili, resa possibile dall’infiltrazione dei militari nella società.
Sta a te ora decidere se essere complice della macchina da guerra oppure farne a meno.
Se essere un granello che inceppa la macchina bellica o un suo ingranaggio.

FUORI L’ESERCITO DALL’UNIVERSITÀ!
NO ALL’UNIVERSITÀ DELLA GUERRA!

 


10 OTTOBRE 2016 – ORE 10.00 // CORTEO AEREOPORTO MILITARE DECIMOMANNU

Posted: Ottobre 1st, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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Smilit’arti // 2 OTTOBRE // Giardino Megalitico di San Sperate

Posted: Settembre 28th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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Giornata antimilitarista
– dalle 10:00

. creazione di alcuni murales con gli artisti : Pastorello, Pattusi e Kikki Skipi, Sergio Fronteddu. In collaborazione con ‘NOARTE’

. per tutta la mattina esposizione / degustazione di prodotti locali e di stagione con Genuino Clandestino Sardegna – esposizioni artigianali e artistiche;

– alle 13:30
. pranzo sociale

musica “autogestita” (porta uno strumento e suonalo se vuoi)

– alle 17:30
. IL TEATRINO DI CARTA DI MONIA con lo spettaccolo dal titolo: “Sa cancioffa no cumbenidi mancu a da segai”

– alle 18:00
. ASSEMBLEA APERTA / incontro ANTIMILITARISTA e presentazione CAMPEGGIO 6/10 OTTOBRE, moderato da Pietro Rigosi.

Sempre alle 18:00
. ESIBIZIONE E LABORATORIO DI CLOWN E GIOCOLERIA PER BIMBI CON SILVIA

– alle 20:00
. cena di autofinanziamento con menù a base dei prodotti della rete Genuino Clandestino Sardegna.

A seguire musica dal vivo con :

i MAGIC CARPET e gli ELECTRIC VODOO LAB

Con meno plastica vivremo in un mondo migliore, porta bicchiere, piatto e posate da casa, la natura ti ringrazia


BOMBARD’ARTI \\ Sabato 24 settembre

Posted: Settembre 19th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione, Spazio Sociale | No Comments »

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BOMBARD’ARTI
La giornata si svolgerà nel campetto abbandonato di Carbonazzi,occupato temporaneamente per lo svolgimento della manifestazione.
La scelta di non chiedere permessi o autorizzazioni nasce dall’intento di voler comunicare in maniera decisa il rifiuto di dialogo burocratico con le istituzioni,la riappropriazione collettiva degli spazi e delle piazze,la voglia di riportare per le strade le tematiche a noi care e la passione per la lotta che da troppi anni è assente.
Tutto questo lo comunicheremo con i mezzi della cultura,dell’arte nelle sue varie forme,del consumo critico,della controinformazione e della cionfra.
Chiediamo ai Turritani e non di partecipare numerosi;la giornata non ha ne padri ne padrini e non è legata a nessun partito politico o a membri delle istituzioni,ma creata dalla collaborazione e dallo sforzo comune in maniera orizzontale ed assembleare con pratiche di autogestione.
Sabato 24 settembre,campetto di Carbonazzi (fianco skatepark)
Durante la giornata :
Bombe coloriche con Sardomuto,Pastorello,Elena Muresu,Blasco,Bk Crew,Dp&Tiak ed altri..
H18:00 Assemblea :
-Resoconto su AForasCamp2016
-Presentazione campeggio No Basi (06-10 ottobre)
https://nobasi.noblogs.org/
H20:30 Barraca & Dj set
Cena preparata dal Collettivo Antispecista Gaia
2 allegati

CAMPEGGIO ANTIMILITARISTA – SUD SARDEGNA 6 – 10 OTTOBRE 2016

Posted: Settembre 7th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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La Rete No Basi né Qui né Altrove propone anche quest’anno cinque giorni di mobilitazione e campeggio, in concomitanza con l’inizio del secondo semestre di esercitazioni militari, per rafforzare i percorsi di lotta contro il militarismo e la militarizzazione dei territori della Sardegna e non solo. In questo momento l’asse Base Aerea di Decimomannu – Poligono di Capo Frasca può diventare, se già non è così, l’anello più debole della presenza militare in Sardegna. La crisi innescata dall’annunciata dipartita dell’aeronautica tedesca al termine del 2016 potrebbe mettere in forte dubbio l’esistenza stessa dell’aeroporto militare e, conseguentemente, del poligono di Capo Frasca. Per questi motivi vogliamo creare un clima sempre più ostile contro i militari, affinché possibili nuovi affittuari (in sostituzione dei tedeschi) rivedano i loro propositi e gli italiani stessi vadano sempre più in crisi. Seguendo quello che per la Rete è stato un tratto distintivo inamovibile, il campeggio non vuole essere una mera iniziativa d’opinione: in quei giorni vorremmo che si alternassero momenti di lotta, socialità, analisi, dibattito, approfondimento, presenza sul territorio e tanto altro. Ci preme avere dei momenti di confronto, in cui si possa ragionare di prospettive ed esperienze e fare un bilancio di come le lotte si sono sviluppate, modificate e allargate. Vorremmo discutere delle ramificazioni dell’apparato bellico e di come colpirle. La nostra attività degli ultimi tempi si è soffermata in particolare: sulle complicità tra civile e militare nel campo della logistica e della ricerca universitaria, sull’opposizione alla RWM Italia spa, fabbrica di bombe a Domusnovas, e in generale sul trovare delle soluzioni efficaci nel creare un territorio inospitale alla macchina bellica. Quest’anno, a differenza del campeggio tenutosi a Cagliari lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare l’attenzione nei pressi dei territori dove si svolgono maggiormente le esercitazioni militari, per approfondire la conoscenza di quei luoghi e rafforzare i rapporti e le relazioni tra le persone. Il campeggio sarà autofinanziato e autogestito. Come al solito non saranno presenti istituzioni e partiti, chi facesse parte di queste componenti potrà partecipare al campeggio e alle iniziative a titolo individuale, come tra l’altro faranno tutti coloro che vi vorranno contribuire.


Secondo campeggio antimilitarista della Rete No Basi né Qui né Altrove – 6/10 ottobre 2016 – Sud Sardegna [Aggiornato]

Posted: Agosto 31st, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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Per motivi logistici abbiamo deciso di far slittare di un giorno le date del campeggio, che sarà quindi dal 6 al 10 ottobre.

La Rete No Basi né Qui né Altrove propone anche quest’anno cinque giorni di mobilitazione e campeggio, in concomitanza con l’inizio del secondo semestre di esercitazioni militari, per rafforzare i percorsi di lotta contro il militarismo e la militarizzazione dei territori della Sardegna e non solo.

In questo momento l’asse Base Aerea di Decimomannu – Poligono di Capo Frasca può diventare, se già non è così, l’anello più debole della presenza militare in Sardegna. La crisi innescata dall’annunciata dipartita dell’aeronautica tedesca al termine del 2016 potrebbe mettere in forte dubbio l’esistenza stessa dell’aeroporto militare e, conseguentemente, del poligono di Capo Frasca.

Per questi motivi vogliamo creare un clima sempre più ostile contro i militari, affinché possibili nuovi affittuari (in sostituzione dei tedeschi) rivedano i loro propositi e gli italiani stessi vadano sempre più in crisi. L’anno scorso e quest’anno si sono tenute diverse manifestazioni e iniziative nei territori intorno all’aeroporto di Decimomannu, con l’obiettivo di bloccarne le attività, come quella dell’11 giugno contro la STAREX. Queste pressioni hanno dato dei risultati, minando le “condizioni per operare con la serenità necessaria”, come hanno dichiarato i vertici militari a pochi giorni dal corteo.

Annunciamo l’iniziativa del campeggio con largo anticipo, al fine di poter creare un percorso legato al territorio che ci permetta di arrivare ai primi giorni di Ottobre con idee, progetti e partecipazione più ampia e consapevole possibile.

Seguendo quello che per la Rete è stato un tratto distintivo inamovibile, il campeggio non vuole essere una mera iniziativa d’opinione: in quei giorni vorremmo che si alternassero momenti di lotta, socialità, analisi, dibattito, approfondimento, presenza sul territorio e tanto altro. Ci preme avere dei momenti di confronto, in cui si possa ragionare di prospettive ed esperienze e fare un bilancio di come le lotte si sono sviluppate, modificate e allargate.

Il campeggio sarà autofinanziato e autogestito. Come al solito non saranno presenti istituzioni e partiti, chi facesse parte di queste componenti potrà partecipare al campeggio e alle iniziative a titolo individuale, come tra l’altro faranno tutti coloro che vi vorranno contribuire.

Il programma in questo momento è in definizione.

Vorremmo discutere delle ramificazioni dell’apparato bellico e di come colpirle. La nostra attività degli ultimi tempi si è soffermata in particolare: sulle complicità tra civile e militare nel campo della logistica e della ricerca universitaria, sull’opposizione alla RWM Italia spa, fabbrica di bombe di Domusnovas, e in generale sul trovare delle soluzioni efficaci nel creare un territorio inospitale alla macchina bellica.

Quest’anno, a differenza del campeggio tenutosi a Cagliari lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare l’attenzione nei pressi dei territori dove si svolgono maggiormente le esercitazioni militari, per approfondire la conoscenza di quei luoghi e rafforzare i rapporti e le relazioni tra le persone.

In questo momento pensiamo che sia importante ritornare a Capo Frasca, davanti a quei cancelli dove il 13 settembre 2014 si riaccese la fiamma dell’antimilitarismo sardo.

Le assemblee della Rete no basi né qui né altrove sono pubbliche, a cadenza settimanale e distribuite in varie zone della Sardegna.

Sul blog della Rete No Basi né Qui né Altrove, nobasi.noblogs.org, verranno pubblicati il programma, gli approfondimenti del campeggio, i prossimi appuntamenti e trovate i nostri contatti.

La Rete No Basi né Qui né Altrove

INFO:

https://nobordersard.wordpress.com/


A foras camp 2016 – Sardegna 7-11 settembre

Posted: Agosto 31st, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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Dal 7-11 settembre a Lanusei, presso il bosco Selene a 1000 mt di altitudine, si terrà il campeggio di lotta contro l’occupazione militare della Sardegna. Tavoli di discussione, approfondimento, concerti, assemblee, momenti comunicativi nel cuore dell’Ogliastra, una delle regioni maggiormente funestata dalla presenza militare in Sardegna, costretta alla convivenza forzata con il poligono più grande d’Europa, quello di Quirra.

Si tratta di un momento importante di incontro, sviluppo e approfondimento di relazioni. Dopo un tour che ha visto coinvolti decine e decine di paesi di tutta l’isola, con tre assemblee generali, il campeggio rappresenta una tappa di costruzione di sintesi verso l’autunno, quando verrà riaperto il calendario delle esercitazioni nei poligoni sardi. L’importanza di arrivare a questa scadenza con una proposta di lotta all’altezza è confermata dalla ristrutturazione che si profila all’orizzonte, spinta anche dalla crescita del movimento contro le basi degli ultimi due anni: da un lato il lavoro di inchiesta della commissione parlamentare prosegue portando alla luce veleni e orrori sotterrati a Teulada, il presidente Pigliaru prova ad accodarsi al Premier Renzi che meno di un mese fa a Sassari ha annunciato una parziale dismissione e riconversione del Poligono Interforze di Quirra verso un futuro di maggiore e piena compenetrazione tra militare e civile. Quali dunque i progetti? Quele il modello che ancora una volta sarà imposto al territorio sardo devastato e mai risarcito dall’industria bellica?

Si tratta, insomma, di una situazione in evoluzione rispetto alle quale giovani forze militanti e sociali di tutta l’isola rivolgono la propria attenzione a partire dal protagonismo di un movimento che ha saputo bloccare la NATO invadendo le basi sarde e ponendo il problema inaggirabile della decisione sulla sorte dei territori al livello di un anello fondamentale della filiera bellica occidentale.

http://www.infoaut.org/index.php/blog/seminari/item/17476-a-foras-camp-2016-sardegna-7-11-settembre

A questo link il programma completo del campeggio, i documenti e i materiali utili:

https://aforascamp2016.noblogs.org/


BENEFIT CAMPEGGI CONTRO LE BASI \\ 20 AGOSTO 2015

Posted: Agosto 31st, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione, Spazio Sociale | No Comments »

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DUE GIORNI PER DISCUTERE DI LOTTE E RESISTENZE

Posted: Luglio 6th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

 

6 LUGLIO 2017

  1. 19.00

CONTRE LA LOI TRAVAIL ON PREND LA RUE!

Incontro informativo con i compagni di Nantes sulle proteste contro la riforma del lavoro che li hanno visti partecipi a 3 mesi di scioperi, cortei, manifestazioni selvagge, occupazioni di piazze, scuole e università.

 

presso spazio sociale Collettivo S’idealibera, Via Casaggia 12

 

7 LUGLIO 2017

  1. 18.00

LIBRI E FUMETTI “RESISTENTI”: Kairos edizioni presentano:

 

– “Prossima fermata. Una storia per Renato” di Zerocalcare ed Erre Push

La storia a fumetti di Renato Biagetti. Ucciso nel 2006 a Focene, estrema periferia di Roma,da due giovani neofascisti.

 

– “Fiabe Resistenti” racconti del Subcomantante Marcos

Un libro-disco, che attraverso immagini e parole ci introduce in maniera originale e semplice alla cosmovisione zapatista.

presso Raichina, associazione culturale, Via Alghero 19, Sassari

In allegato le locandine con tutte le info.

 

Locandina Contre la loi travail on prend la rue

Locandina presentazione libri illustrati

 

Non mancare!

Collettivo S’idealibera


VENERDI’ 24 Giugno H 18.00 // INCONTRO-DIBATTITO MIGRAZIONI E PROBLEMI LUNGO I CONFINI DELLA ROTTA BALCANICA

Posted: Giugno 19th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione, Prigioni e dintorni, Spazio Sociale | No Comments »

Attraverso la testimonianza di una compagna, rientrata dal campo profughi di Idomeni ormai sgomberato dalle autorità greche, parleremo della sua esperienza per cercare di aprire un dibattito sulla questione migranti in relazione all’antimilitarismo e all’occupazione militare in Sardegna.
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La discussione sarà accompagnata dalla proiezione di foto e video.

Il campo profughi di Idomeni ospitava varie migliaia (tra le dieci e le dodicimila persone) di varia nazionalità, curdi, siriani, afghani e iraqueni in fuga dai vari fronti di guerra, nel tentativo di imboccare il corridoio balcanico che li avrebbe potuti condurre in Europa, lontano dalla miseria delle devastaziani che gli interessi dei poteri forti han provocato presso quelle stesse regioni. Le autorità greche del governo tzipras sono intervenute il 24 maggio sgomberando il campo con ruspe e forze dell’ordine e, anzichè provvedere a dotare il campo delle misure necessarie a garantire la dignità dei rifugiati, han proibito l’accesso a medici, avvocati e volontari. I migranti sono stati imbarcati su una quarantina di bus, e circa la metà di loro (quelli cioè che non sono riusciti a sottrarsi alle misure repressive), sono stati deportati presso otto campi adibiti dalle autorità greche all’interno di strutture industriali e concerie, sovraffollate, assolutamente precarie e totalmente inadatte, dopo essere stati divisi per lingua e nazionalità: attualmente queste persone versano in condizioni di profondo disagio, privati d’ogni sorta di servizio (dall’acqua corrente alla luce), senza l’ausilio di equipe sanitarie, con scarsissime razioni sia di acqua e cibo, posti sotto il controllo delle autorità greche nell’attesa del compiersi del loro futuro. Molti sono già stati rimpatriati, molti altri vengono detenuti sotto la soglia della sopravvivenza


SABATO 11 GIUGNO 2016 ore 18.00 Presentazione del libro: L’ANARCHICO DI BARRALI (Quasi) cent’anni di storia per l’anarchica. Biografia di Tomaso Serra Con Costantino Cavalleri

Posted: Giugno 6th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

SABATO 11 GIUGNO 2016 ore 18.00

Presentazione del libro:

L’ANARCHICO DI BARRALI
(Quasi) cent’anni di storia per l’anarchica. Biografia di Tomaso Serra

Con Costantino Cavalleri

“Nel mondo non ci sarà mai la pace, mai l’amore, mai la felicità tra gli uomini, a causa dell’ingiustizia che esiste tra i ricchi e i poveri, creata dalla società medesima”

13310606_1639680563023878_8901438966067076956_nTomaso Serra, anarchico sardo di Lanusei,antifascista, combattente durante la Guerra civile spagnola, uomo instancabile che viaggiò in lungo e in largo per l’Europa per portare avanti gli ideali anarchici di giustizia e fratellanza.
Dopo la partecipazione sui fronti di guerra contro il franchismo e l’esperienza in carcere, ritorna in Sardegna dove fa il contadino e continua a diffondere le idee anarchiche attraverso la propaganda e la pratica.

Negli anni ’60 porta avanti la sua idea di costruzione di una comunità libertaria per anarchici, soprattutto anziani o bisognosi di aiuto.
Nasce così la CAS, Collettività anarchica di Solidarietà che ben presto diventa un punto di riferimento per tutti i compagni della zona e fuori come luogo di discussione e crescita personale.

A lui è dedicato l’Arkiviu bibrioteka T. Serra che si trova a Guasila e che conserva un immenso patrimonio documentario di libri, giornali e altro materiale di carattere politico e storico.


VENERDì 3 GIUGNO – h 18.00 Presentazione del libro “NOI FUMMO I RIBELLI, NOI FUMMO I PREDONI” (schegge autobiografiche di uomini contro) di Belgrado Pedrini con Luca Dolce

Posted: Giugno 2nd, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

 

Approfitteremo della presenza di Luca per parlare anche della mobilitazione al Brennero contro la costruzione della nuova frontiera “antimigranti” e delle nuove prospettive di lotta.

presso spazio sociale S’idealibera, Via Casaggia 12, Sassari

Belgrado Pedrini nasce a Carrara il 5 maggio 1913, figlio di Guglielmo. Si avvicinò giovanissimo all’anarchismo attraverso la lettura delle opere di Nietzsche, Stirner, Bakunin, Kropotkin, Malatesta e Cafiero e, assieme ai compagni di Carrara, svolse svariate azioni contro il regime fascista che gli procurarono denuncie e condanne per propaganda clandestina. Nel 1937-38 venne rinchiuso nel penitenziario di Pianosa ove conobbe e strinse amicizia con numerosi detenuti antifascisti, tra i quali il socialista Sandro Pertini. Rimesso in libertà, rientrò nel carrarese impegnandosi nuovamente in un’intensa attività sovversiva. Una sera del 1942, in un’osteria, Pedrini, assieme ai compagni Giovanni Zava e Gino Giorgi, disarmò e schiaffeggiò cinque fascisti. Ricercati dalla milizia, i tre ripararono a Milano dove, nel novembre 1942, vennero sorpresi da una pattuglia di polizia ad attaccare dei manifesti invitanti gli italiani a sollevarsi contro la guerra. Dopo un lungo conflitto a fuoco, i tre riuscirono a dileguarsi e, su un treno merci, raggiunsero Genova prima e La Spezia poi.

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Attivamente ricercati dall’OVRA, e definiti dal giornale Il Popolo d’Italia come pericolosi «malfattori e sabotatori della resistenza morale delle forze armate», Pedrini, Zava e Giorgi vennero intercettati da alcuni agenti di PS in una pensione della città ligure. Ne scaturì un conflitto a fuoco che si protrasse per diverse ore e si concluse con l’arresto dei tre anarchici, gravemente feriti, e la morte di un poliziotto. Tradotti al carcere di La Spezia, nel 1943 vennero trasferiti in quello di Massa, in attesa del processo e della certa fucilazione. Nel giugno del 1944, alcuni partigiani della formazione “Elio” con una fulminea azione riuscirono a liberare i detenuti del carcere massese, sicché Pedrini decise di unirsi a loro nella lotta contro i fascisti e i tedeschi. Prese parte a numerosi combattimenti e a svariate azioni di sabotaggio svolte da detta formazione partigiana nel comprensorio apuano. All’indomani della liberazione, nel maggio 1945, Pedrini venne nuovamente arrestato per i fatti accaduti nel 1942 a La Spezia. Misconoscendo la valenza politica di tali avvenimenti, la magistratura repubblicana condannò Pedrini, nel maggio 1949, all’ergastolo, pena che venne poi commutata in trent’anni di reclusione. Continuamente trasferito da un carcere all’altro, a causa dei suoi tentativi di evasione e delle numerose rivolte fomentate, Pedrini si dedicò allo studio dei classici della letteratura e della filosofia. Brillante autodidatta, compose, tra un letto di contenzione e una cella d’isolamento, numerose poesie, tra cui Schiavi – scritta nel 1967 a Fossombrone – che, musicata, diventerà celebre all’interno del movimento anarchico col titolo de Il Galeone. Riacquistata la libertà il 17 aprile 1975, grazie anche ad un’intensa campagna internazionale per la sua scarcerazione portata avanti dagli anarchici, Pedrini riprese immediatamente la sua attività sovversiva e, assieme ai propri compagni di fede – tra cui Giovanni Mariga, Zava e Goliardo Fiaschi –, aprì a Carrara il Circolo Culturale Anarchico prima e il Circolo Anarchico “Bruno Filippi” poi. Redasse numerosissimi manifesti e volantini, s’impegnò nella ristampa dello scritto di Bruno Filippi L’iconoclasta (1978) e nella realizzazione di un giornale, L’Amico del Popolo, che vedrà la luce qualche mese dopo la sua scomparsa. Belgrado Pedrini morì a Carrara l’11 febbraio 1979.


SECONDO CAMPEGGIO ANTIMILITARISTA della Rete NO BASI né Qui né Altrove – 5/9 ottobre 2016 – Sud Sardegna

Posted: Giugno 2nd, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

 

LxIlCyboMulNpBO-800x450-noPadLa Rete No Basi né Qui né Altrove propone anche quest’anno cinque giorni di mobilitazione e campeggio, in concomitanza con l’inizio del secondo semestre di esercitazioni militari, per rafforzare i percorsi di lotta contro il militarismo e la militarizzazione dei territori della Sardegna e non solo.

In questo momento l’asse Base Aerea di Decimomannu – Poligono di Capo Frasca può diventare, se già non è così, l’anello più debole della presenza militare in Sardegna. La crisi innescata dall’annunciata dipartita dell’aeronautica tedesca al termine del 2016 potrebbe mettere in forte dubbio l’esistenza stessa dell’aeroporto militare e, conseguentemente, del poligono di Capo Frasca.

Per questi motivi vogliamo creare un clima sempre più ostile contro i militari, affinché possibili nuovi affittuari (in sostituzione dei tedeschi) rivedano i loro propositi e gli italiani stessi vadano sempre più in crisi. L’anno scorso e quest’anno si sono tenute diverse manifestazioni e iniziative nei territori intorno all’aeroporto di Decimomannu, con l’obiettivo di bloccarne le attività, come quella dell’11 giugno contro la STAREX. Queste pressioni hanno dato dei risultati, minando le “condizioni per operare con la serenità necessaria”, come hanno dichiarato i vertici militari a pochi giorni dal corteo.

Annunciamo l’iniziativa del campeggio con largo anticipo, al fine di poter creare un percorso legato al territorio che ci permetta di arrivare ai primi giorni di Ottobre con idee, progetti e partecipazione più ampia e consapevole possibile.

Seguendo quello che per la Rete è stato un tratto distintivo inamovibile, il campeggio non vuole essere una mera iniziativa d’opinione: in quei giorni vorremmo che si alternassero momenti di lotta, socialità, analisi, dibattito, approfondimento, presenza sul territorio e tanto altro. Ci preme avere dei momenti di confronto, in cui si possa ragionare di prospettive ed esperienze e fare un bilancio di come le lotte si sono sviluppate, modificate e allargate.

Il campeggio sarà autofinanziato e autogestito. Come al solito non saranno presenti istituzioni e partiti, chi facesse parte di queste componenti potrà partecipare al campeggio e alle iniziative a titolo individuale, come tra l’altro faranno tutti coloro che vi vorranno contribuire.

Il programma in questo momento è in definizione.

Vorremmo discutere delle ramificazioni dell’apparato bellico e di come colpirle. La nostra attività degli ultimi tempi si è soffermata in particolare: sulle complicità tra civile e militare nel campo della logistica e della ricerca universitaria, sull’opposizione alla RWM Italia spa, fabbrica di bombe di Domusnovas, e in generale sul trovare delle soluzioni efficaci nel creare un territorio inospitale alla macchina bellica.

Quest’anno, a differenza del campeggio tenutosi a Cagliari lo scorso anno, abbiamo deciso di spostare l’attenzione nei pressi dei territori dove si svolgono maggiormente le esercitazioni militari, per approfondire la conoscenza di quei luoghi e rafforzare i rapporti e le relazioni tra le persone.

In questo momento pensiamo che sia importante ritornare a Capo Frasca, davanti a quei cancelli dove il 13 settembre 2014 si riaccese la fiamma dell’antimilitarismo sardo.

Le assemblee della Rete no basi né qui né altrove sono pubbliche, a cadenza settimanale e distribuite in varie zone della Sardegna.

Sul blog della Rete No Basi né Qui né Altrove, nobasi.noblogs.org, verranno pubblicati il programma, gli approfondimenti del campeggio, i prossimi appuntamenti e trovate i nostri contatti.

La Rete No Basi né Qui né Altrove


28-29 MAGGIO h 17, UMPAREMMU “atopu di ciarra puritigga” // ANARCHISMO [giornate conclusive]

Posted: Maggio 25th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

Si chiude il ciclo di UMPAREMMU “incontri di chiacchera politica” contro lo svuotamento concettuale del nostro linguaggio politico corrente, dopo le giornate su socialismo,comunismo e indipendentismo (rispettivamente introdotte da Cristiamo Sabino e Andria Pili), con le giornate del 28 e del 29 dedicate all’ anarchismo, alla sua storia, quella dei suoi movimenti e delle sue personalità. Introduce all’argomento Costantino Cavalleri. L’appuntamento è alle h 17.00 presso lo spazio sociale s’idealibera, via Casaggia 12, Sassari vèciu.

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VENERDì 3 GIUGNO – h 18.00 // Presentazione del libro “NOI FUMMO I RIBELLI, NOI FUMMO I PREDONI” (schegge autobiografiche di uomini contro) di Belgrado Pedrini con Luca Dolce

Posted: Maggio 24th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

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DIETRO LA FINZIONE DEMOCRATICA, CHI SI NASCONDE?

Posted: Maggio 11th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative | No Comments »

 

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Questa mattina il sig. Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti, verrà a far visita all’Università per parlare di elezioni presidenziali negli USA.

Ma dietro la retorica di parole come “democrazia” e “libertà” di cui
presidenti americani (passati e futuri) si riempiono tanto la bocca chi
c’è? Di cosa è davvero ambasciatore il sig. Phillips?

L’imperialismo statunitense, insieme all’entità sionista e agli alleati di turno, è il principale nemico di ogni popolo che lotta per la propria
libertà.

Sotto le bandiere della “libertà” di mercato e di commercio
continua a insanguinare il mondo con la brutalità delle sue guerre di
aggressione. Non importa chi sarà il prossimo presidente: i vertici
politici della falsa democrazia capitalista USA sono diretta
espressione dei grandi monopoli capitalistici mondiali.

Per i loro avidi e sporchi interessi, i popoli aggrediti, con le scuse più varie (dal presunto possesso di armi “di distruzione di massa” alla “violazione dei diritti umani”), sono costretti ad annegare in un lago di sangue, a soccombere sotto una valanga di bombe e di piombo.

Ieri il Vietnam, il Cile, l’Afghanistan, l’Iraq, la Jugoslavia, la Libia…
Oggi la Siria e l’Ucraina. In questi paesi, gli Stati Uniti non si sono fatti
scrupoli di armare e sostenere i peggiori terroristi e tagliagole. Un
esempio per tutti: l’aiutante del segretario di Stato USA, Victoria
Nuland, ha candidamente ammesso che il colpo di stato del 2014 in
Ucraina è stato finanziato, solo in partenza, con 5 miliardi di dollari.

La politica di rapina delle risorse non passa solo attraverso la guerra:
con la prossima firma del TTIP, il trattato di partnership transatlantico
sul “libero commercio”, gli Stati Uniti e l’Europa consegneranno nelle
mani delle multinazionali le reali leve del potere politico. In Europa e
nel mondo, i “mercati”, ancora più di oggi, pretenderanno che gli stati
liquidino ogni conquista sociale e salariale, espandendo le famigerate
politiche di “lacrime e sangue” per la popolazione. La forza lavoro
sarà costretta a condizioni durissime, e i padroni saranno del tutto
liberi di militarizzare le fabbriche. Non si avrà il diritto a riposare, se
non per recuperare le forze necessarie a sgobbare.

Ci potranno
avvelenare a piacimento, sia con i loro scarichi che tramite cibo-
spazzatura. Niente più sanità gratuita, pensioni, solidarietà sociale.
E i servi dei servi di questi aguzzini tentano di deviare la rabbia
popolare verso i disoccupati, verso chi lotta, o verso chi emigra in
Europa, per via della fame e delle guerre da loro stessi provocate…

Queste sono la “libertà” e la “democrazia” di cui ci vengono a parlare!
L’ambasciatore USA si permette queste passerelle mediatiche, per
parlare di elezioni nel suo paese, per dirci chi sarà il prossimo
padrone, per ricordarci chi comanda…
SIAMO QUI A RICORDARGLI CHE C’E’ CHI NON SI ARRENDERA’ MAI AGLI ASSASSINI CHE RAPPRESENTA!
SIAMO DALLA PARTE DEGLI OPPRESSI,CON I POPOLI CHE LOTTANO CONTRO LA BARBARIE CAPITALISTA E L’IMPERIALISMO, DOVUNQUE ESSI SIANO.
NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA!
Coordinamento territoriale NO BASI nord-Sardegna


6-7/ 21/ 28-29 Maggio “Umparemmu” presso lo spazio sociale s’idealibera!

Posted: Maggio 2nd, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

UMPAREMMU

CICLO DI FORMAZIONE POLITICA

 

A cura del Collettivo S’idealibera
presso lo spazio sociale in Via Casaggia 12, Sassari

 

Abbiamo deciso di organizzare una serie di discussioni mirate ad un dialogo su alcuni temi politici, storici e filosofici a noi cari, sentendo la necessità di fare chiarezza su alcuni termini imprescindibili del nostro agire, col fine di leggerne assieme il significato e crescere reciprocamente.

Di volta in volta discuteremo tematiche come ad esempio: rivoluzione e rivolta, socialismo -anarchismo e comunismo-, autodeterminazione dei popoli, anticolonialismo e indipendenza, lotte di emancipazione sociale e autodeterminazione dell’individuo, sistema carcerario e repressione.

Vogliamo evitare lo svuotamento concettuale del nostro linguaggio politico corrente, il cui lessico ha sofferto di impoverimento, banalizzazione e mistificazione negli ultimi quarant’anni creando una generazione politicamente analfabeta, fatalista e qualunquista.

Vogliamo riportare la discussione politica nella vita quotidiana, partendo dai concetti e dalle contraddizioni di base, adoperandoci affinché la discussione non sia circoscritta agli incontri ma continui a crescere fuori da essi, facendo nascere nuove analisi, una nuova estetica e nuovi modi di comunicare.

Come stimolo aggiunto alla discussione sarà presente per ogni incontro un ospite scelto dal collettivo per la sua preparazione sull’argomento.
Gli incontri non saranno lezioni, ma una discussione orizzontale ed assembleare di crescita collettiva e scambio reciproco.

A lenu a lenu ma sighimmu!

6-7 MAGGIO
H. 17.00 IL SOCIALISMO SCIENTIFICO
con Cristiano Sabino

21 MAGGIO
H. 17.00 INDIPENDENTISMO
con Andria Pili

28-29 MAGGIO
H 18.00 ANARCHISMO
con Costantino Cavalleri

 


“ZUDDAS alias Resy” di Valeria Patanè Spagna /Italia 2013 documentario 30’

Posted: Maggio 2nd, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

Il cineforum del collettivo s’idealiber giovedì 12 maggio alle ore 18.00

ha il piacere di presentare

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il documentario, girato in Sardegna e in Spagna nel 2013, ripercorre alcune tappe cruciali della vita di Giuseppe Zuddas, sulla base di una ricerca condotta dall’autrice negli archivi storici e in loco, nelle zone dove Zuddas ha combattuto ed è morto.
Giuseppe Zuddas, nato a Monserrato nel 1898, da una famiglia di agricoltori, nel 1922 era il segretario regionale della “Gioventù Sardista”. Dopo l’avvento del fascismo emigrò in Francia e nel 1936 con altri antifascisti italiani, nelle milizie di “Giustizia e Libertà”, accorse in soccorso della Repubblica spagnola e in quella terra perse la vita.


21 APRILE 2016 ORE 09.00 // PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ PER LE ANTIMILITARISTE; TRIBUNALE DEI MINORI CAGLIARI

Posted: Aprile 18th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

Il tre novembre scorso nel poligono di Teulada è stata bloccata la più grande esercitazione Nato degli ultimi 15 anni, la Trident Juncture!
Il 21 aprile si terrà il primo processo nei confronti delle antimilitariste minorenni denunciate per ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato.

NON LASCIAMOLE SOLE!

locandina-per-presidio1-724x1024La Trident Juncture coinvolgeva 30 Stati, 36.000 militari, 60 tra navi e sottomarini e 140 tra aerei ed elicotteri ed era ospitata nei poligoni, nelle basi navali e negli aeroporti militari di Portogallo, Spagna e Italia. Un’esercitazione che si inseriva nella strategia generale del riarmo e dell’aumento generalizzato della spesa militare con una programmazione che prevedeva di testare nuovi strumenti aggressivi entro il 2016.
Nei paesi coinvolti non sono mancate le mobilitazioni contro questa devastante esercitazione e in Sardegna un migliaio di persone hanno partecipato alla manifestazione per bloccare la macchina bellica. Dentro il poligono è entrato un gruppo di persone riuscendo a interrompere l’esercitazione per un paio di ore.
Il 21 aprile si terrà il primo processo nei confronti delle antimilitariste minorenni, denunciate secondo l’articolo 682 c.p, per “Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato”.
E’ evidente che dove inizia l’interesse militare dello Stato finisce la libertà delle persone che vogliono opporsi alla violenza, alla devastazione del proprio territorio, all’occupazione militare e al blocco militare delle frontiere.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio di solidarietà per rivendicare ancora una volta la libertà di contrastare chi lavora, finanzia e si mette al servizio di uno Stato che progetta nuovi crimini di guerra.

A FORAS SA NATO DE SA SARDIGNA E DE SU MUNDU!!

NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA

Rete No Basi Né Qui Né Altrove


Giovedì 21 aprile alle 11:00 BASTA ISOLAMENTO Tribunale di Cagliari

Posted: Aprile 18th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Prigioni e dintorni | No Comments »

Giovedì 21 aprile alle 11:00 al Tribunale di Cagliari viene processato Davide, nostro compagno e amico.
In carcere dal 2010 per alcuni reati, da due anni e mezzo vive in regime di 14 bis. In seguito alle proteste dei detenuti del carcere di Buoncammino del 2013, Davide ed altri detenuti sono stati spostati in altre prigioni; lui è l’unico ad essere stato trasferito oltremare in seguito a quelle giornate di lotta. La prospettiva del regime carcerario è stata la solita: isolamento e punizione. Allontanare le persone dagli affetti e dalla solidarietà è la becera prassi delle autorità carcerarie.
Viene messo in “sorveglianza particolare” chi è ritenuto pericoloso per la sicurezza penitenziaria; come sempre il grado di pericolosità viene deciso in modo del tutto arbitrario dal direttore del carcere. Ribellarsi perché le celle e le docce sono in condizioni igieniche indecenti, perché i pacchi arrivano aperti e i vestiti stracciati, perché non vengono rispettati i diritti basilari dei detenuti, può comportare un sanzionamento in questo senso.
Da una lettera di un carcerato: “Il 14 bis consiste in almeno 6 mesi di isolamento iniziale, cella liscia, senza tv, senza fornelletto per scaldare le vivande, qualche capo di abbigliamento, la radio consentita e l’occorrente per la corrispondenza, 2 ore d’aria al giorno. Se riesci a scambiare qualche parola sporadicamente con qualcuno è perché è un vicino di cella, ma non si può avere contatti con altri, di solito non ti vengono toccati i colloqui e 4 o 2 telefonate al mese.”
Questo regime può essere prorogato, successivamente ai 6 mesi iniziali, di tre mesi in tre mesi. La ricattabilità è altissima, nessuno si azzarderebbe a lamentarsi di qualcosa sapendo quali potrebbero essere le ripercussioni. “Non importa se non ti fanno fare la doccia perché da 3 mesi non è funzionante, se non ti fanno telefonare per lo stesso motivo, se il barbiere non esiste e sei costretto a rasarti i capelli a zero, se l’aria l’aprono quando vogliono loro […]”.
Davide vive in questo modo da due anni e mezzo, proprio perché il suo cuore grande gli impedisce di stare zitto di fronte ai soprusi di cui è testimone nel carcere di Agrigento in cui è rinchiuso.
I colloqui con i genitori sono impossibili, vista la loro età e la lunghezza del viaggio, gli è permessa solo una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti.
Non vede la compagna da molto tempo, i colloqui che lei richiede vengono in un primo momento accettati dall’amministrazione penitenziaria, ma poi rifiutati quando si presenta al carcere. Oltre al sopruso, la beffa.
Per questo vogliamo stare sotto al Tribunale di Cagliari il 21 aprile alle 11:00, per salutare il nostro amico e compagno, per mostrargli solidarietà, per fargli sentire che non è solo, anche se il potere lo vorrebbe isolato, prono e zitto.
La situazione di Davide è gemella di tante altre, storie che parlano di punizione, isolamento e annullamento dell’individuo. Come Davide sono tanti e tante coloro che non abbassano la testa e continuano a lottare, nonostante tutto.

Non dimentichiamo che il carcere è tortura di Stato. Lottiamo perché non ne restino che macerie.

Amici e compagni di Davide


8 Aprile Presentazione campagna “PAGINE CONTRO LA TORTURA” / 16 Aprile PRESIDIO sotto il carcere di Bancali

Posted: Aprile 1st, 2016 | Author: | Filed under: Iniziative, Manifesti, Prigioni e dintorni | No Comments »

Venerdì 8 Aprile H 18.00 Presentazione con i compagni di OLGA della campagna “Pagine contro la tortura”, all’insegna della contestazione contro il regime 41 bis e delle conseguenti misure ristrettive previste

Sabato 16 Aprile Presidio sotto il carcere di Bancali (SS) in occasione dei presidi in contemporanea che si svolgeranno in continente presso le carceri di Tolmezzo, Milano, Cuneo, Parma, Ascoli e Terni

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CONTRO LA GUERRA IN LIBIA inceppiamo la macchina militare

Posted: Marzo 26th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

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CONTRO LA GUERRA IN LIBIA INCEPPIAMO LA MACCHINA MILITARE

PER SABATO 2 APRILE INVITIAMO A MANIFESTARE DI FRONTE A UNIVERSITÀ, CENTRI DI RICERCA, INDUSTRIE BELLICHE, IN QUANTE PIÙ CITTÀ POSSIBILI.

PERCHÉ ALLA GUERRA TRA GLI STATI E I POPOLI OPPONIAMO LA GUERRA SOCIALE, PER L’ABBATTIMENTO DI OGNI FRONTIERA E CONTRO OGNI SFRUTTAMENTO DELL’ESSERE UMANO SULL’ESSERE UMANO E SULLA NATURA.

La guerra non è più dichiarata: essa semplicemente è.
Dal 1991 Lo Stato italiano è in guerra, con le sue truppe schierate in più di 20 paesi e la partecipazione a tutte le principali “missioni internazionali”.
Adesso il governo Renzi si sta preparando ad aggredire la Libia, con l’obiettivo di schierare la fanteria a difesa dei giacimenti petroliferi e dei metanodotti dell’ENI.
Come se non bastasse, lo Stato italiano tornerà presto in Iraq con un contingente di circa 500 soldati, che presidieranno i lavori di ristrutturazione della diga di Mosul, affidata all’impresa di costruzione Trevi di Cesena. La guerra è da sempre utilizzata da Stati e classi dominanti per affermare i propri interessi. Dall’accaparramento delle risorse all’arrivo di manodopera a basso costo in fuga dai conflitti, la guerra è l’ossigeno dell’impresa.
Ma non solo: la guerra è essa stessa un’impresa, assicurando ingenti profitti ai padroni delle armi – in testa il colosso di Stato Finmeccanica – e agli speculatori che si spartiscono gli appalti di “ricostruzione”, passando per gli imprenditori della logistica necessaria alle manovre.
Mentre i padroni banchettano sul mondo, la guerra la vediamo anche qui vicino a noi, sotto forma di un’umanità braccata: milioni di profughi si accalcano alle frontiere esterne degli stessi Stati che li hanno bombardati, ma si trovano di fronte solo chilometri di muri, filo spinato, acciaio, campi di internamento e militari che li sorvegliano. I confini, apparentemente scomparsi, ritornano a farsi materiali. Da questa parte della frontiera, la popolazione viene fatta vivere nel terrore che la guerra possa tornare indietro sotto forma di attacchi indiscriminati. Si restringono gli spazi di dissenso, peggiorano le condizioni di vita e le città vengono militarizzate. Tutto ciò viene fatto con il tacito assenso di chi a queste scelte non oppone resistenza.Ma qui vicino a noi, possiamo trovare anche i responsabili di questi orrori. Non sono infatti solo i militari che fanno la guerra. Essi hanno bisogno anche di altri che li sostengano nel loro compito: le industrie che producono gli armamenti, le università che sviluppano i ritrovati tecnici e le dottrine strategiche d’intervento, i vettori commerciali per il trasporto logistico di armi e soldati.
Un carro armato che non viene imbarcato su una nave non può andare a sparare oltremare; una bomba che non viene portata fuori dalla fabbrica non può essere sganciata su un villaggio libico o siriano. Per questo Moby Lines, Tirrenia, FS Logistica, Saima Avandero, Ter Roma e tante altre sono complici della guerra. FS Logistica guadagna oltre 10 milioni di euro l’anno per il trasporto su rotaia dei mezzi militari. Moby Lines trasporta le bombe della RWM dalla Sardegna al Continente, per permetterne l’arrivo sugli scenari di guerra. Contro la logistica bellica, l’imminente attacco militare alla Libia e tutti i complici del militarismo, occorre quindi agire. Per questo dal 28 marzo al 2 aprile invitiamo alla mobilitazione tutti i nemici della macchina militare, realizzando azioni di disturbo e contrasto contro coloro che permettono l’arrivo di mezzi e rifornimenti al fronte, secondo i desideri e le capacità di ognuno.

Anarchici e antimilitaristi


Presentazione “Sardegna, il tramonto di un paradiso”

Posted: Marzo 9th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

Proiezione del lungometraggio documentario documentario: “Sardegna, il tramonto di un paradiso”Giovedì 10 marzo H 18.00 presso lo spazio sociale autogestito del collettivo S’idealibera, via Casaggia 12 (Sassari)

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Presentazione del lungometraggio documentario”Sardegna, il tramonto di un paradis”, regia di Carlo Gaspa, realizzato dal gruppo di lavoro indipendente Lion’s Lab di Sassari, co-ideato da Shary Arca e Carlo Gaspa, co-prodotto da Luciano Bulla e Christian Secci, co-finanziato da altri 172 sostenitori.

Seguirà una discussione aperta con gli stessi realizzatori, accompagnata da aperitivo genuino e clandestino offerto dai ragazzi di Piantagrano (orto collettivo Alghero-SS) e music


Proiezione documentario “Sardegna, il tramonto di un paradiso”

Posted: Marzo 5th, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

Giovedì 10 marzo H 18.00 presso lo spazio sociale autogestito del collettivo S’idealibera, via Casaggia 12 (Sassari)

stopPresentazione del lungometraggio documentario”Sardegna, il tramonto di un paradis”, regia di Carlo Gaspa, realizzato dal gruppo di lavoro indipendente Lion’s Lab di Sassari, co-ideato da Shary Arca e Carlo Gaspa, co-prodotto da Luciano Bulla e Christian Secci, co-finanziato da altri 172 sostenitori.

Seguirà una discussione aperta con gli stessi realizzatori, accompagnata da aperitivo genuino e clandestino offerto dai ragazzi di Piantagrano (orto collettivo Alghero-SS) e musica.


Lutfwaffe Raus Sabato 27 Febbraio ore 14.00

Posted: Marzo 2nd, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Manifesti, Militarizatzione | No Comments »

A tre mesi di distanza dalla giornata del 3 novembre in cui venne interrotta la NATO Trident Juncture, torniamo in strada, o meglio in campagna, per una passeggiata in favore della chiusura definitiva dell’aereoporto di Decimomannu. I tedeschi infatti, gestori per metà delle strutture, hanno rilasciato di non voler rinnovare il contratto. Mai da 60 anni l’aereoporto è stato tanto vicino alla chiusura, cerchiamno perciò di accelerare i tempi. A giugno Lutfwaffe e AMI annullarono l’esercitazione STAREX prevedendo una forta contrapposizione popolare, che non mancò di farsi sentire. E’ ora di ripercorrere quelle strade, quei sentieri, e poco alla volta riprenderci la nostra terra.

NOBASI: nè quì nè altrove

INFO&concentramento:https://nobasi.noblogs.org/

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Presentazione opuscolo informativo sul T.S.O.a cura del collettivo antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni

Posted: Febbraio 18th, 2016 | Author: | Filed under: Dossier, General, Iniziative, Prigioni e dintorni, Spazio Sociale | No Comments »

Presentazione dell’opuscolo informativo sul Trattamento Sanitario Obbligatorio a cura del Coll. Antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni (Torino).

12669508_1564290933896175_3981256622522154660_nChiaccherata con un compagno del collettivo Mastrogiovanni per capirci di più su come funziona il TSO, come evitarlo, come provare a uscirne;ma anche sul ruolo della psichitria coercitiva nella nostra società, sugli psicofarmaci, sulle REMS,
sulla critica e sulla lotta all’apparato psichiatrico.

A seguire avremo un concerto in acustico con canzoni di protesta,popolari ed antipsichiatriche (ilDeposito.org – Canti di protesta politica e sociale) bagnate da vino come si tocca asciugato dall’aperitivo offerto dal Collettivo Piantagrano.

https://distroteca.noblogs.org/files/2015/05/guida-TSO.pdf

Culletivu S’IdeaLìbera
Pubblicato da Pietro Rigosi · 8 febbraio alle ore 10:00 ·

Prisintadda di lu libbretu d’infòimmu “Trattamento Sanitario Obbligatorio” di lu “Collettivo Antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni” di Torinu.

Ciarra umpari ad unu cumpagnu di lu culletibu Mastrogiovanni pa cumprindì megliu cumenti funtziona lu TSO,cumenti cansallu,cumenti prubà ad iscitzi;ma fintza a lu rollu di la psichiatria ubbrigadda ì la sutziaddai nosthra,innantu a li psicomidizini,innantu a li REMS,innantu a la crìtiga e la cumbata di l’aparaddu psichiatrigu.

A sighì abaremu unu cuntzerthu in acusthigu cun canti di prutestha,pobburari ed antipsichiatrighi ( ilDeposito.org – Canti di protesta politica e sociale ) infusi di vinu bonu asciutaddu da l’abbristhògamu ufferthu da lu “Collettivo Piantagrano”.

https://distroteca.noblogs.org/files/2015/05/guida-TSO.pdf


“FAREDDIZI LI BASI” Sabato 6 febbraio

Posted: Febbraio 1st, 2016 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

Intendiamo il militarismo rappresentazione armata degli interessi del capitalismo, volta al rafforzamento del modello economico imposto dalle esigenze del mercato globale ( di cui il militarismo costituisce un importante settore economico ), basato su sfruttamento del territorio e speculazione economica non compatibili con le necessità dei territori e delle comunità che li vivono, ma anzi assolutamente deleterio per le stesse.
Questo modello si impone sulle comunità come sistema parassitario, che prosciuga le risorse scardinando i già fragili equilibri economici dei territori, tramite dinamiche di impoverimento e di manipolazione culturale che rendono sterile ogni mercato locale, nell’ottica di un crescente spopolamento, funzionale alla disgregazione del sottile tessuto socioeconomico sopravvissuto, costringendo masse di studenti e disoccupati all’emigrazione con la – troppo spesso falsa – promessa di un inserimento nel mercato del lavoro. Un mercato che crea disoccupazione per alimentare gli interessi di chi lo crea e gestisce, un mercato che distrugge ogni prospettiva di sopravvivenza e di rilancio economico della comunità ospitante, rendendola succube di una globalità fatta di discount e contratti a progetto che ne assorbono ogni ricchezza, portando in cambio immobilismo e sudditanza economica anziché rilanciare le possibilità in termini di sussistenza e auto-sostentamento di ogni territorio ospitante.

L’unico potere che rimane al consumatore è quello di spendere il proprio mese e, se questo è un potere, sta al consumatore decidere se spendere in maniera critica per alimentare l’infinita macchina della produzione, o alimentare invece un mercato alternativo che proponga un modello sostenibile, basato su un sistema comunitario e fiduciario e sul concetto dell’autoproduzione e della filiera più che corta.
Il tipo di mercato di cui parliamo, e le relative reti di produttor* e co-produttor* che li autoorganizzano, fungono da strumento sociale per adattare l’economia al modello umano e non l’uomo al modello economico, preferendo un’alternativa informale e conviviale, che ricongiunga l’urbanità con i territori da cui ogni paese trae il suo sostentamento, tramite pratiche spontanee e necessarie, non istituzionalizzate, in una maniera non invasiva, ma compatibile e funzionale per entrambe.
Città e campagna sono realtà divise per tempi, tipologie lavorative e possibilità militanti, ma accomunate dalla necessità di creare un comune piano di alternativa, radicale e mutualistico che favoriscano la rinascita di un mercato locale sostenibile, compatibile con le esigenze delle comunità interessate, contrario alle dinamiche di potere e di sfruttamento imposte dal mercato globale.

Rivendichiamo il diritto del territorio a liberarsi da un mercato che non produce ricchezza ma solo dipendenza, non crea mestieri e lavoro, ma solo disoccupazione e contratti miseria utili solo a chi questo mercato lo gestisce, non crea cittadini responsabili ma solo ignari consumatori. Rivendichiamo il diritto al governo diretto e non burocratizzato del proprio ambiente di vita, come elemento fondante di una comunità trasversale tra città e campagna, che traduca in azione diretta la disillusione collettiva verso la politica, le istituzioni, la burocrazia, etc., causata da un’eccessiva putrefazione del sistema e percepita come irreversibile.

Proponiamo dunque, tramite la rivalutazione di pratiche consuetudinarie adattate al contesto contemporaneo, di avviare un percorso comune basato sull’autodeterminazione degli individui, delle collettività e delle comunità, per creare economie responsabili e autosufficienti, fuori dal mercato e dal suo contesto globalizzante fatto di speculazione e imposizione, cercando di svincolarci quanto più possibile dal sistema produttivo consumistico e creando situazioni di produzione e di consumo locali e autonome, tramite pratiche di autogestione, auto-organizzazione ed auto-reddito.

Occupazione temporanea autogestita, come pratica reale di riappropriazione degli spazi, che possa essere riprodotta da chiunque senta la necessità di usufruire di uno spazio pubblico negli interessi della collettività, senza dover passare per le trafile paralizzanti e i compromessi burocratico /amministrativi, attraverso gli autoritarismi di istituzioni troppo interessate a tacere e far tacere, perché coinvolte più o meno direttamente nel profitto speculativo che si contesta.
Pratiche che rendano quindi possibile l’azione diretta di singoli individui e gruppi che si auto-organizzano e si autogestiscono, superando le logiche della macchina del consenso tipiche delle amministrazioni e delle relative gerarchie.

“FAREDDIZI LI BASI”
Sabato 06 febbraio,piazza Mercato Civico,Sassari.
Giornata informativa sull’occupazione militare in Sardegna.

Dalle H14:00 e durante tutta la giornata :

-Mercato delle autoproduzioni agricole ed artigiane di Genuino Clandestino Sardegna a cura del Collettivo Piantagrano,aperto a chiunque volesse parteciparvi nel rispetto dei valori della rete (per contattare la rete gcsardegna@inventati.org)

-Writing e pittura dal vivo con artisti locali.

-Animazione bambini.

-Mostra informativa e fotografica a cura dei collettivi Filtro 44 e The Depleted Island
-Distro,banchetti informativi di vario genere,libri etc.

H16:30

-Letture poetiche e monologhi teatrali a tema con artisti locali,aperto a chiunque volesse portare il proprio materiale.
17:00
-Assemblea pubblica e dibattito sulle lotte contro l’occupazione militare e nuove proposte di lotta.
-Proiezione di video informativi a tema.
Dalle 20:00
Festa di Carnevale contro l’occupazione militare:
-Cena sociale a cura del Collettivo Il Sottoscala condita da cionfra
-Concerto hip hop con Feitz.,Futta e Dj Pdrino, Bakis Beks, Sensei Crew(Valde e Giocca) e Giorgigheddu.
Venitene in greffa e tappatevi che ci sarà jatza pantera!!

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La lotta dei NO MUOS

Posted: Dicembre 8th, 2015 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Manifesti, Spazio Sociale | No Comments »

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La lotta dei No Muos

Posted: Dicembre 7th, 2015 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Spazio Sociale | No Comments »

 18389_a38871Sabato 12 Dicembre 2015

16 anni di lotta contro la stazione MUOS di Niscemi, emblema delle nocività e delle servitù militari in Sicilia, raccontati dalla voce dei protagonisti.

Ore 18.00 proiezione del documentario “Come il fuoco sotto la brace”

Ore 19.00 dibattito con Massimo Coraddu (Consulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico di Torino, autore insieme a M.Zucchetti dell’analisi e degli studi sui rischi generati dal MUOS)

A seguire buffet di autofinanziamento con cibo e vino genuino!

Presso spazio sociale del collettivo S’idealibera, Via Casaggia 12 (Centro storico), Sassari

INFO: http://sidealibera.noblogs.org & evaliber@autistici.org


Dopo il 3 novembre: prospettive di lotta contro le servitù militari

Posted: Novembre 9th, 2015 | Author: | Filed under: General, Inforadio, Iniziative, Manifesti, Militarizatzione, Spazio Sociale | No Comments »

Giovedì 12 novembre, dalle ore 18.00 assemblea aperta sulla manifestazione del 3 svoltasi a Teulada per discutere assieme e confrontare nuove prospettive di lotta e di rilancio contro le basi e l’occupazione militare.

Alla sede del collettivo s’idea libera (via casaggia 12).

A seguire aperitivo di autofinanziamento x sostenere le spese legali dei compagni e delle compagne denunciate.

Collegamento con una compagna che da un aggiornamento sul corteo contro la NATO indetto per la mattinata di oggi (3 novembre) dal comitato No Basi Ne qui Ne Altrove, per tutta la mattina fino alle 11.30 ora dell’ultimo collegamento

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Mercoledì 28 ottobre: presentazione manifestazione teulada 3 novembre contro la NATO TJ2015

Posted: Ottobre 22nd, 2015 | Author: | Filed under: Dossier, General, Iniziative, Manifesti, Militarizatzione, Spazio Sociale | No Comments »

MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE
ORE 18.00

presso il Centro sociale del collettivo S’idealibera (Via Casaggia 12, Sassari)

PRESENTAZIONE DELLA
MANIFESTAZIONE ANTIMILITARISTA CONTRO LA TRIDENT JUNCTURE
(3 NOVEMBRE POLIGONO CAPO TEULADA)

La Trident Juncture 2015, la più imponente esercitazione NATO degli ultimi 15 anni, arriva al culmine e conclude una intensissima stagione di esercitazioni e addestramenti, programmata dall’alleanza per tutto il 2015. L’esercitazione coinvolge 33 Stati, ed è ospitata nei poligoni, nelle basi navali e negli aeroporti militari di Portogallo, Spagna e Italia.
La fase preparatoria dell’esercitazione è cominciata da tempo, mentre dal 3 Ottobre ci troviamo in una fase di “simulazione” e organizzazione dei comandi. La fase operativa a fuoco avrà inizio il 21 ottobre e proseguirà sino al 6 novembre, i centri principali in Italia saranno il comando JFC di Lago Patria (Napoli), il poligono di Capo Teulada in Sardegna e l’aeroporto di Trapani Birgi in Sicilia (che sarà affiancato da altri cinque aeroporti militari: Sigonella, Decimomannu, Amendola, Pratica di Mare e Pisa-Grossetto).
È uno scenario che richiede uno sforzo di consapevolezza e la volontà di agire.
Riteniamo sia necessario continuare ad opporre alle attività militari, per tutta la durata dell’esercitazione, comprese le fasi preparatorie, iniziative e mobilitazioni contro la guerra, le sue strutture, la sua economia, la sua celebrazione (come quella del 4 di novembre) e contro la presenza della NATO, da attuarsi ovunque possibile. In Europa molte sono state e, a breve, saranno le iniziative e le mobilitazioni contro la TJ015, da Cagliari a Napoli, da Marsala a Saragozza.
Nell’ambito di questa ampia mobilitazione la rete No Basi Né Qui Né Altrove si propone di agire il 3 Novembre su uno dei principali teatri di guerra in Italia, il poligono di Capo Teulada, dove è previsto il bombardamento delle flotte NATO contro la costa sarda, lo sbarco di reparti anfibi italiani, USA e del Regno Unito, lo schieramento di reparti di terra che si dispongono a sparare, bombardare e distruggere con ogni tipo di armamento disponibile.
Ci presenteremo, come sempre, con l’obiettivo di inceppare la macchina bellica ed ostacolare lo svolgimento dell’esercitazione, solidali con tutte le altre realtà di lotta antimilitarista ed antimperialista che si preparano a fare altrettanto.
Ripetiamo il nostro appello ad agire sui luoghi della guerra, possibilmente negli stessi giorni, sia per accrescere l’efficacia dell’azione sia per rendere più chiara la volontà generale e diffusa di opporsi e sabotare questo abominio.
MANIFESTAZIONE AL POLIGONO DI CAPO TEULADA
3 NOVEMBRE ORE 10.30
CONCENTRAMENTO PORTO PINO (Sant’Anna Arresi) Via della I spiaggia
PARTECIPIAMO NUMEROSI ALLA MANIFESTAZIONE A TEULADA
IL 3 NOVEMBRE!
NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA
A FORAS SA NATO DAE SA SARDIGNA E DAE SU MUNDU!!
Contatti:
collettivo S’idealibera: https://sidealibera.noblogs.org/ evaliber@autistici.org
rete nobasi: no basi né qui né altrove nobasinoborder@gmail.com

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I giochi di guerra uccidono davvero

Posted: Ottobre 21st, 2015 | Author: | Filed under: Dossier, General, Iniziative, Manifesti, Militarizatzione | No Comments »

Dal 9 all’11 ottobre, a Cagliari si sono tenuti tre giorni di mobilitazione contro la presenza delle basi e dei poligoni di tiro presenti sul territorio sardo (impegnati dal 26 ottobre al 6 novembre) nell’esrcitazione NATO denominata Trident Juncture 2015, che vede il coinvolgimento (al livello internazionale) di 36.000 unità appartenenti a 30 eserciti di paesi differenti. Si tratta della più grande esercitazione militare messa in scena dai poteri alleati d’occidente dall’anno 2002.

Le esercitazioni in questione si terranno presso i poligoni portoghesi, spagnoli ed italiani, e sempre in Italia ha sede il centro operativo delle operazioni, precisamente a Napoli.

Tenendo in considerazione che tali esercitazioni andranno a gravare ulteriormente sulla situazione economica, sociale ed ambientale della Sardegna, vessata da oltre sessant’anni di pesantissime servitù militari e risarcimenti di guerra (ottenendo come conseguenza diretta il progressivo scardinamento delle attività di produzione tradizionali, dell’economica comunitaria come forma di produzione primaria all’interno dei paesi e fonte delle loro sussistenza, a favore di un’economia speculativa che inserisce tali comunità nelle logiche di un mercato globale a cui non appartengono e che lucra nell’inglobare le scarse energie e le disponibilità delle comunità in questione) che vanno a coprire il 63% della superficie totale militare dello Stato Italiano.

Riteniamo intollerabile la distruttiva presenza delle esercitazioni NATO volte ad organizzare la preparazione strategica e logistica delle guerre e delle operazioni militari che nei prossimi anni espanderanno il conflitto lungo le frontiere orientali, sempre più ridotte ad un bacino di approvvigionamento di materie prime, di mercati e forza lavoro.

E’ impensabile che tali esercitazioni, che prevedono l’impiego di mezzi corazzati e blindati aria terra mare, detonazioni ed esplosioni di munizioni fino ad 120 mm, possano non avere un impatto rilevante sulle condizioni ambientali come ripetuto da giornalisti e comandanti sui quotidiani di questi ultimi giorni..

La presenza di queste esercitazioni non solo uccide animali e umani con tumori e distrugge gli ecosistemi, ma inserisce la Sardegna in un meccanismo di guerra, con un ruolo cruciale all’interno delle operazioni di conquista del potere territoriale ed economico, ovvero uno spietato assalto imperialista contro ogni realtà culturale e sociale che si ritrovi sul suo cammino.

La tre giorni cagliaritana è stata organizzata da un lato per informare la popolazione cittadina di quello che sta avvenendo, dall’altro per lanciare una giornata di mobilitazione diretta contro l’esercitazione Trident Juncture. In questi tre giorni ci sono stati diversi momento di confronto affiancati da azioni in città come la contestazione di un sottomarino turco da poco approdato nel molo militare di Cagliari, e un attacchinaggio alla facoltà di ingegneria per denunciare il professor Cao, presidente del D.A.S.S. azienda impegnata nelle prove di lancio di razzi Vega.

Il corteo conclusivo indetto per la domencia pomeriggio, dopo aver sfilato per quasi tutto il percorso, è stato caricato dalle forze dell’ordine a più riprese. Una settimana prima dell’inizio del campeggio, la repressione poliziesca ha cominciato a farsi più stringente: un’assemblea pubblica in piazza è stata accerchiata da 8 pattuglie che la hanno interrotta, all’arrivo in aereoporto qualche giorno prima dell’inizio del campeggio sono stati consegnati 3 fogli di via, seguiti da altri 11 durante i tre giorni di mobilitazione. Durante l’estate sono stati colpiti da provvedimento di sorveglianza speciale 3 compagni cagliaritani, a seguito della manifestazione alla base di Decimo Mannu.

Il movimento NO BASI nasce con la manifestazione tenutasi a Capo Frasca il 13 settembre 2014 in cui 20.000 persone si sono concentrate in prossimità del poligono e dopo aver marciato fino alle reti le hanno tagliate entrando nel militare, con il risultato di interrompere l’esercitazione dei militari israeliani in quel momento in corso. Questa giornata segna la ripresa del movimento antimilitarista sardo che a più riprese e con differenti modalità si è opposto alla presenza dei militari in Sardegna nel corso anni 60-70-80 e 90 a più riprese e in più episodi, caratterizzati dall’intensificarsi della presenza militare nel territorio.

Successivamente alla giornata di Capo Frasca, nasce l’assemblea permanente di Santa Giusta, all’interno della quale confluiscono tutte le realtà che intendono continuare a portare avanti la lotta che si oppone alle servitù militari.

Nei mesi successivi, alcuni gruppi di persone solidali riescono ad entrare nel poligono di Teulada, il 5 novembre e il 20 dicembre. Il 28 marzo il movimento tenta di impedire lo sbarco dei mezzi militari della nave maior presso Sant’Antioco, ma invano perché i militari fanno attraccare la nave nel porto militare di Cagliari e procedono al trasferimento dei mezzi.

L’11 giugno viene indetto un giorno di protesta presso la base di Decimomannu contro l’esercitazione aerea della Starex indetta dall’8 al 12 giugno. In questa occasione i 500 manifestanti, dopo aver cercato di avvicinarsi alle reti vengono caricati e respinti dalle forze dell’ordine.

In seguito a questo fatto il Ministero della Difesa annuncia lo spostamento dell’esercitazione “perchè non sussistono le necessarie condizioni sociali allo svolgimento delle operazioni”.

Il livello di repressione di alza e diversi compagni vengono colpiti da misure preventive.

Successivamente alla Starex, come previsto dal calendario delle esercitazioni, è prevista l’esercitazione NATO Trident Juncture 2015

Dall’assemblea del movimento, è stato rilanciato l’appuntamento del 3 novembre presso Teulada, con l’intenzione di provare ad avvicinarsi alle reti fino ad una raggio di 50 metri, soglia oltre la quale verrebbero teoricamente interrotte le esercitazioni in corso. Riunirsi ancora con l’obbiettivo di ribadire la nostra assoluta contrarietà verso chi orchestra questi teatri di morte, e chi campa a scapito dell’economia che ruota attorno alla presenza delle servitù militari in Sardegna.

 

CARTINE


Presentazione della manifestazione antimilitarsita a Teulada novembre

Posted: Ottobre 10th, 2015 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione, Spazio Sociale | No Comments »

MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE
ORE 18.00

presso il Centro sociale del collettivo S’idealibera (Via Casaggia 12, Sassari)

PRESENTAZIONE DELLA
MANIFESTAZIONE ANTIMILITARISTA CONTRO LA TRIDENT JUNCTURE  (3 NOVEMBRE POLIGONO CAPO TEULADA)

La Trident Juncture 2015, la più imponente esercitazione NATO degli ultimi 15 anni, arriva al culmine e conclude una intensissima stagione di esercitazioni e addestramenti, programmata dall’alleanza per tutto il 2015. L’esercitazione coinvolge 33 Stati, ed è ospitata nei poligoni, nelle basi navali e negli aeroporti militari di Portogallo, Spagna e Italia.
La fase preparatoria dell’esercitazione è cominciata da tempo, mentre dal 3 Ottobre ci troviamo in una fase di “simulazione” e organizzazione dei comandi. La fase operativa a fuoco avrà inizio il 21 ottobre e proseguirà sino al 6 novembre, i centri principali in Italia saranno il comando JFC di Lago Patria (Napoli), il poligono di Capo Teulada in Sardegna e l’aeroporto di Trapani Birgi in Sicilia (che sarà affiancato da altri cinque aeroporti militari: Sigonella, Decimomannu, Amendola, Pratica di Mare e Pisa-Grossetto).
È uno scenario che richiede uno sforzo di consapevolezza e la volontà di agire.
Riteniamo sia necessario continuare ad opporre alle attività militari, per tutta la durata dell’esercitazione, comprese le fasi preparatorie, iniziative e mobilitazioni contro la guerra, le sue strutture, la sua economia, la sua celebrazione (come quella del 4 di novembre) e contro la presenza della NATO, da attuarsi ovunque possibile. In Europa molte sono state e, a breve, saranno le iniziative e le mobilitazioni contro la TJ015, da Cagliari a Napoli, da Marsala a Saragozza.
Nell’ambito di questa ampia mobilitazione la rete No Basi Né Qui Né Altrove si propone di agire il 3 Novembre su uno dei principali teatri di guerra in Italia, il poligono di Capo Teulada, dove è previsto il bombardamento delle flotte NATO contro la costa sarda, lo sbarco di reparti anfibi italiani, USA e del Regno Unito, lo schieramento di reparti di terra che si dispongono a sparare, bombardare e distruggere con ogni tipo di armamento disponibile.
Ci presenteremo, come sempre, con l’obiettivo di inceppare la macchina bellica ed ostacolare lo svolgimento dell’esercitazione, solidali con tutte le altre realtà di lotta antimilitarista ed antimperialista che si preparano a fare altrettanto.
Ripetiamo il nostro appello ad agire sui luoghi della guerra, possibilmente negli stessi giorni, sia per accrescere l’efficacia dell’azione sia per rendere più chiara la volontà generale e diffusa di opporsi e sabotare questo abominio.
MANIFESTAZIONE AL POLIGONO DI CAPO TEULADA
3 NOVEMBRE ORE 10.30
CONCENTRAMENTO PORTO PINO (Sant’Anna Arresi) Via della I spiaggia
PARTECIPIAMO NUMEROSI ALLA MANIFESTAZIONE A TEULADA
IL 3 NOVEMBRE!
NESSUNA PACE PER CHI VIVE DI GUERRA
A FORAS SA NATO DAE SA SARDIGNA E DAE SU MUNDU!!
Contatti:
collettivo S’idealibera: https://sidealibera.noblogs.org/ evaliber@autistici.org
rete nobasi: no basi né qui né altrove nobasinoborder@gmail.com

 


Presentazione campeggio antimilitarista

Posted: Ottobre 1st, 2015 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione, Spazio Sociale | No Comments »

VENERDÌ 2 OTTOBRE ORE 18.00

Presentazione del campeggio antimilitarista indetto dal coordinamento No Basi nè qui nè altrove per i giorni 9,10 e 11 ottobre in zona Cagliari.

Tre giorni di mobilitazioni in occasione dell’esercitazione Trident Juncture, per ribadire totale dissenso verso chi trae profitti dalle guerre e chi specula sulla vita e la morte, chi prende parte, investe e contribuisce in favore di  un mercato della distruzione, verso chi manipola la realtà per distorcela o celarla in proprio favore, annegando le verità nel silenzio.

Aperitivo benefit & distro contro informazione

Spazio sociale S’Idea Libera; Via Casaggia 12 (SS)

Tutt* invitat*

INFO

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Campeggio Antimilitarista

Posted: Ottobre 1st, 2015 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Manifesti, Militarizatzione | No Comments »

LOCANDINA CAMPEGGIO NO BASI


Pranzo di autofinanziamento GC Nurra + DIBATTITO APERTO SULLE BASI MILITARI IN SARDIGNA

Posted: Settembre 22nd, 2015 | Author: | Filed under: General, Iniziative, Militarizatzione | No Comments »

SABATO 26 SETTEMBRE
Pranzo di autofinanziamento GC Nurra + DIBATTITO APERTO SULLE BASI MILITARI IN SARDIGNA

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PROGRAMMA DELLA GIORNATA, a partire dalle 13:
– Mercato delle autoproduzioni contadine ed artigiane (invitiamo tutti i produttor*, trasformator* ed artigian* interessati ad aderire alla rete Genuino Clandestino Nurra a partecipare – contattateci a piantagrano@autoproduzioni.net o 3282706510)
– Area informativa e tavolo del libero scambio dei semi.
– Pranzo di autofinanziamento per la rete Genuino Clandestino Nurra. (A breve le info su menu e costi!)

Nel pomeriggio si aprirà un dibattito sulla SITUAZIONE ATTUALE DELLE BASI MILITARI IN SARDIGNA.
Il collettivo Sidealibera di Sassari presenterà le attività della rete NO BASI, NÉ QUI NÉ ALTROVE e il campeggio antimilitarista previsto per il 9-10-11 ottobre nella zona di Cagliari http://nobasi.noblogs.org/

Estendiamo inoltre l’invito a chiunque voglia prendere parte al dibattito, sia come semplice uditore sia con interventi sul tema.
Per maggiori informazioni scrivete a piantagrano@autoproduzioni.net

Ci vediamo sabato 26 all’orto!