LA TECNOLOGIA CI SALVERA’ O FORSE CI ANNIENTERA’?

Posted: Aprile 1st, 2020 | Author: | Filed under: General | No Comments »

Tutti ci chiediamo quando tutto ciò finirà, ma forse più di tutto dovremmo chiederci cosa accadrà dopo. Recupereremo la nostra “libertà”? Torneremo a fare ciò che oggi ci viene proibito? Qualche prima risposta ci viene fornita, sia tra le pagine di qualche giornale sia negli espedienti già in atto nei Paesi in cui si dice si stia lentamente tornando alla normalità. Ma quale normalità?
È dall’inizio dell’emergenza Covid-19 che in tutto il mondo le tecnologie digitali— riconoscimento facciale, geolocalizzazione, interazioni sulle reti sociali e altro — vengono usate per monitorare contagiati e soggetti a rischio. In Cina prima si è utilizzata un’app già molto diffusa per i pagamenti online, poi ne è stata creata un’apposita che dà un codice a ogni persona, monitorandola h24 nei suoi movimenti e spostamenti. A Hong Kong è stato imposto il bracciale elettronico ai viaggiatori in arrivo con obbligo di quarantena, mentre Corea del Sud e Taiwan hanno adottato misure di sorveglianza draconiane. In Corea i malati di coronavirus vengono controllati con telecamere e attraverso i cellulari, mentre gli acquisti fatti con le carte di credito servono a ricostruire i movimenti e i contatti che possono avere avuto. A Taiwan le autorità hanno addirittura eretto un muro elettronico attorno alle persone messe in quarantena. Chi esce o spegne il telefonino viene rintracciato entro 15 minuti. E la polizia chiama più volte al giorno sul telefono di casa per verificare che la persona sorvegliata non sia uscita senza portarsi dietro lo smartphone.
Dagli Usa, una nuova notizia: ilWall Street Journal ha rivelato che la Casa Bianca ha creato una task force informale della quale fanno parte Facebook, Alphabet-Google e Amazon per sviluppare nuovi strumenti di controllo, mentre la Palantir di Peter Thiel, grande fornitrice dei servizi segreti Usa, è diventata il partner tecnologico del Center for Disease Control, l’agenzia federale per la salute. Un giornale che riportava la notizia aggiungeva. “E già si rivelano molto utili anche contro il virus i canali capillari di sorveglianza dei comportamenti dei consumatori creati dall’industria della pubblicità, soprattutto a fini di micromarketing”.
Ci diranno che, per salvare la nostra salute, dovremo rinunciare a un pò della nostra libertà. In realtà, quello che è in corso è un massiccio sistema di controllo sociale, dove Stati e agenzie potranno raccogliere un’immensa quantità di dati per meglio delineare le prossime politiche di controllo.
Nell’accettare quanto ci viene imposto dovremmo tener conto delle conseguenze a lungo termine; dovremmo chiederci non solo come superare l’attuale problema, ma come sarà il mondo una volta che lo avremo superato. Molti dei provvedimenti d’emergenza diventeranno parte della nostra quotidinaità. Scegliere la via dell’emergenza, è la via per accorciare i tempi. Provvedimenti che, forse, avrebbero impiegato anni per imporsi, oggi sono all’ordine del giorno. Decisioni che in tempi normali avremmo valutato con attenzione, oggi le accettiamo passivamente, in poche ore, perchè c’è la salute di mezzo e perchè di fatto abbiamo paura.
La paura, spesso, è più contagiosa di un virus. Non facciamoci chiudere in una gabbia tecnologica.



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